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Cgil in piazza contro i nuovi voucher | Camusso: “Nuova forma di precarietà”

É partita nella giornata del 17 giugno, la nuova mobilitazione nazionale voluta dalla Cgil contro la reintroduzione dei voucher, sotto forma di “libretti di famiglia” come forma di pagamento nei contratti di lavoro a prestazione occasionale. La protesta odierna vede la presenza di due cortei lungo le strade della Capitale: il primo parte da piazza della Repubblica, l’altro da piazzale Ostiense, per poi confluire entrambi verso piazza San Giovanni. Lo slogan scelto dalla CGIL per i cortei è: “Rispetto! Per il lavoro, per la democrazia e per la Costituzione”.

L’appello del sindacato è al “rispetto dell’articolo 75 della Costituzione, per difendere la democrazia e il diritto dei cittadini a decidere, per contrastare la precarietà, per un lavoro dignitoso tutelato e con il pieno riconoscimento dei diritti”, non escludendo un futuro ricorso alla Corte Costituzionale.

Dure le parole del segretario della Cgil, Susanna Camusso: “Il Senato votando la fiducia ha dato il via libera definitivo alla manovrina, i voucher sono stati reintrodotti. Questo schiaffo alla democrazia non può passare inosservato. Con i voucher si reintroduce l’ennesima forma di precarietà raccontando che è un contratto, mentre è una pure transazione economica che non prevede nessun diritto per i lavoratori”.

Camusso interviene anche su altri due temi cari al sindacato, il diritto allo sciopero e la rappresentanza: “La legge che regola gli scioperi c’è e il diritto allo sciopero va salvaguardato. Ricordiamo al governo che è da tanto tempo che stiamo chiedendo che si faccia una legge sulla rappresentanza. Il governo ha avuto paura di una battaglia a viso aperto”. Una risposta indiretta alle parole del ministro Delrio, che ha parlato di Italia ostaggio degli scioperi e di legge da cambiare.

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni commenta con rammarico la manifestazione: “Questa manifestazione la rispetto ma ovviamente non la condivido visto che è contro le nostre decisioni. Inoltre non è dei sindacati, ma di uno, anche se il più importante, dal punto di visto numerico. L’intero paesaggio italiano non è con la Cgil. Il bersaglio della Cgil è sbagliato: c’è veramente qualcuno che pensa che questi lavori non avevano bisogno di regole? L’abuso di voucher, la non tracciabilità, la mancanza di limiti, aveva portato a una situazione obiettivamente insana”.

Fabrizio Messina

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Fabrizio Messina
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