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La corte di Cassazione ha confermato la condanna a 16 anni di reclusione per Alberto Stasi, già in carcere a Bollate (Milano) per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi a Garlasco.

La sentenza (giunta dopo l’udienza svoltasi ieri sera) conferma la pena inflitta a Stasi dalla Corte d’appello di Milano e respinge le richieste della difesa, che chiedevano nuovamente la ripetizione (la terza, ndr.) del processo d’appello.

Secondo la prima sezione penale della Cassazione il ricorso dei legali per riaprire il caso viene dichiarato inammissibile: gli avvocati chiedevano la sospensione della pena ed il riesame in un nuovo processo di appello dei testimoni già sentiti in primo grado.

La difesa aveva tentato la richiesta di “ricorso straordinario”, rimedio giuridico eccezionale, possibile solo quando emergano “errori di fatto” nella sentenza di condanna: nel caso specifico la difesa sosteneva che la quinta sezione della Cassazione sarebbe incorsa in “una svista nella lettura degli atti”, senza accorgersi che 19 persone (8 periti, 3 consulenti tecnici e 8 testimoni) non eran state riascoltate fra primo e secondo grado (tesi poi rigettata dalla Cassazione).