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La sindaca di Torino Chiara Appendino smentisce, ma secondo diverse fonti risulterebbe iscritta nel registro degli indagati per l’incidente accaduto a Piazza San Carlo il 3 giugno durante la finale di Champions League costato il ferimento di 1.527 persone e la morte di una donna.

Si tratta, secondo quanto trapela dalla procura, di un “atto dovuto” visto che diverse persone rimaste ferite quella sera hanno preso l’iniziativa di denunciare direttamente il primo cittadino perché non avrebbe garantito l’incolumità della popolazione. Avrebbe dovuto essere compito del comune, dicono i denuncianti, organizzare l’evento prendendo tutte le misure necessarie.

Il 90% dei feriti, infatti, ha riportati lesioni e tagli dovuti ai cocci presenti in tutta la piazza. Nell’ordinanza del sindaco, invece, mancava il divieto di vendita di bottiglie in vetro. Indagati per ordine della procura ci sono anche Maurizio Montagnese e Danilo Bessone, rispettivamente presidente e dirigente di Turismo Torino che è la municipalizzata incaricata dal Comune per l’organizzazione dell’evento.

Montagnese è stato anche già ascoltato dai procuratori Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo. Bessone lo sarà a breve. Per loro l’accusa è lesioni e omicidio colposo. I pm stanno ancora cercando di capire cosa abbia scatenato la psicosi di un attentato durante Juventus-Real Madrid.

 Ma dal Comune la smentita è netta: “Non abbiamo ricevuto nulla, nessuna comunicazione dalla Procura. Smentiamo categoricamente”. Di contro, interpellato in merito, il procuratore Antonio Spataro risponde: “Non confermo né smentisco”.