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“È prima della partenza che bisogna distinguere chi abbia diritto alla protezione umanitaria da chi non abbia i requisiti, la partita fondamentale si gioca in Libia, è a sud del Paese il vero confine meridionale dell’Europa”. Questo il punto di vista del ministro dell’Interno, Marco Minniti, sul tema emergenziale del flusso migratorio verso l’Italia e l’Ue.

Protagonista di un’intervista al Messaggero, Minniti dichiara: “Dobbiamo creare a Tripoli un governo stabile per togliere appoggi ai trafficanti di uomini. Ci troviamo a fronteggiare una pressione fortissima. Non sono barconi, ma navi delle organizzazioni non governative, navi delle operazioni Sophia e Frontex, navi della Guardia costiera italiana”.

“Battono varie bandiere di Paesi europei – continua il ministro dell’Interno – Se gli unici porti dove vengono portati i profughi sono italiani, c’è qualcosa che non funziona. Questo è il cuore della questione. Sono europeista e sarei orgoglioso se una nave soltanto, anziché arrivare in Italia, andasse in un altro porto europeo. Non risolverebbe i problemi dell’Italia ma sarebbe un segnale straordinario”.

Minniti spiega: “La partita dell’immigrazione si gioca fuori dei confini nazionali, cioè da dove partono i flussi migratori, in Africa. Il destino dell’Europa nei prossimi 20 anni si gioca in Africa. Se qualcuno pensa che l’Africa sia soltanto uno specchio dell’Italia è dentro una drammatica illusione. L’ Africa è uno specchio dell’Europa. Se l’Africa va bene, l’Europa andrà bene, se l’Africa va male l’Europa andrà male”.

In serata a Parigi si terrà un vertice tra Italia, Francia e Germania sul tema dei migranti al quale parteciperà anche il commissario per gli affari interni Ue Avramopoulos. Minniti mercoledì sarà quindi a Strasburgo con i presidenti di Commissione e Consiglio europeo e giovedì e venerdì a Tallin, in Estonia, per il Consiglio Affari Interni.