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Il G20 di Amburgo si chiude con la conferma dell’impegno a 19 sul clima senza l’adesione degli Stati Uniti che proseguiranno per la loro strada. Angela Merkel ha saputo isolare gli Usa per evitare un effetto trascinamento, “chiamando il dissenso per nome”, come annunciava di voler fare da giorni.

Nel comunicato c’è anche un “action plan“, in allegato, per definire la “veloce realizzazione” degli obiettivi da raggiungere nel contrasto ai cambiamenti climatici. Il processo sarà quindi irreversibile. Quanto al libero commercio, si è trovato un accordo “contro il protezionismo, che include tutte le pratiche di commercio sleale” ma con i “legittimi strumenti di difesa”.

Gli Usa, dal canto loro, “si impegneranno a lavorare a stretto contatto con altri Paesi per aiutarli ad accedere e utilizzare i combustibili fossili in modo più pulito ed efficiente“. Washington avrebbe inteso le trattative di questi due giorni come un momento importante “per costruire ponti e per rientrare, un domani, nell’accordo sul clima“.

Sui migranti invece, è saltata la proposta di Donald Tusk sulle sanzioni Onu agli scafisti. Il comunicato sottolinea invece “il diritto sovrano degli Stati di gestire e controllare i loro confini e stabilire politiche nell’interesse della sicurezza nazionale”. Invita però anche a mettere in campo “sforzi globali e azioni coordinate” nei confronti “sia dei rifugiati che dei migranti economici”.

Quanto ai temi economico-finanziari, il G20 si impegna a sostenere Basilea 3, a promuovere la digitalizzazione per favorire il mercato del lavoro e ad ampliare i benefici della globalizzazione. Passo in avanti anche sul tema delicato dell’acciaio con l’appello al global forum ad adempiere ai suoi “obblighi relativamente a un migliore scambio di informazioni e a una collaborazione rafforzata entro agosto 2017, e ad elaborare velocemente soluzioni alla questione della iperproduzione entro novembre“.

Sulle questioni delle migrazioni è stato trovato un compromesso onorevole“, ha commentato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. “La questione migratoria – ha aggiunto – è stata affrontata da un punto di vista di collegamento con i temi dell’Africa. È un tema sul quale c’è stato certamente un dibattito. Alla fine è stato positivamente accettato un linguaggio tipico da Nazioni Unite”, ha concluso, ricordando che “stiamo parlando di tema migratorio a livello globale“.

Terminato il G20, sono però proseguiti per la terza notte consecutiva gli scontri ad Amburgo nel quartiere giovanile e creativo di Schanzenviertel, dove migliaia di giovani si sono concentrati dando vita a nuovi disordini. Secondo quanto riferito dalla polizia, alcune persone sono state arrestate nelle vicinanze della casa occupata dal collettivo anti-sistema Rote Flora.

Nello stesso quartiere la polizia ha perquisito alcuni locali dove sarebbero state assemblate le bottiglie molotov lanciate contro gli agenti.  Sono circa 300 le persone fermate durante gli incidenti a margine del G20 di Amburgo e la metà dei fermi è stata convalidata. Lo riferiscono i media locali, citando la polizia. Per la precisione, sono state arrestate 144 persone su 288 fermate.