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Un rappresentante sindacale dell’ospedale Galliera ha scoperto che nelle divise dei dipendenti della sanità ligure sono presenti microchip nascosti. Abbottonandosi la camicia, il sindacalista ha sentito qualcosa nella cucitura e, una volta tagliata, ha scoperto la “cimice”: un localizzatore Gps.

“È un modo per evitare che i capi si perdano dopo il lavaggio“, spiegano i vertici della Asl. Ma per i sindacati si tratta di una “grave violazione della privacy“. Come racconta il quotidiano “La Repubblica”, nessuno dei dipendenti era stato avvertito della novità.

Le cimici sono state messe nei camici di medici, barellieri, specializzandi e uscieri. “Il camice e il microchip identificano la persona, sono associati a quel dipendente — ha spiegato a “Repubblica” Luigi Bottaro, direttore della Asl Tre Genovese — in modo che i capi, dopo essere stati lavati, tornino alla base di partenza, cioè ai proprietari. Per evitare, così, che possano finire ad altri”.

Ma i lavoratori parlano di un controllo fuorilegge sul posto di lavoro e temono inoltre che il dispositivo possa costituire un rischio della salute. Anche perché, viene sottolineato in una lettera inviata ai vertici ospedalieri, come alcuni dipendenti potrebbero avere contemporaneamente addosso tre differenti Gps, uno nella camicia, uno nei pantaloni, l’altro nella giacca.