Giornata di tensione a Barcellona, nella giornata del referendum per l’indipendenza. Centinaia di persone si sono messe in fila fuori dai seggi elettorali, già all’alba, pronti ad esprimere il proprio voto sul referendum sull’indipendenza della Catalogna. Gli attivisti hanno passato la notte a sorvegliare i seggi, anche se la Guardia Civil ha sbarrato gli ingressi. Sono stati allestiti anche banchetti all’aperto per consentire il voto. Ha votato anche il presidente Carles Puigdemont.

La polizia nazionale spagnola ha iniziato a intervenire già quasi all’apertura in alcuni seggi elettorali e ha poi caricato la folla e 38 persone sono rimaste ferite. Erano barricate fuori dai seggi per impedire l’accesso degli agenti. Circa venti poliziotti hanno tentato di entrare nella scuola Ramon Llull di Barcellona, ma sono stati fermati da un centinaio di persone. Gli agenti sono entrati in azione dopo che i Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, erano scesi in strada limitandosi però a monitorare la situazione.

Il ministro catalano dell’Educazione Clara Ponsati ha denunciato di essere stata aggredita da agenti della polizia spagnola quando hanno fatto irruzione in un seggio a Barcellona.

Il sindaco di Barcellona Ada Colau ha detto che sono “più di 460 i feriti in Catalogna” provocati dalle cariche della polizia. Colau ha aggiunto su Twitter di “esigere la fine immediata delle cariche della polizia contro la popolazione indifesa”.

Sono salite a sei le persone arrestate finora in Catalogna dalla polizia spagnola per “resistenza”, “attentato” e “disobbedienza”. Lo riferisce l’agenzia Efe. Due persone sono state arrestate a Girona, due a Sant Esteve Sesrovires, una a Lleida e una a Sant Andreu de la Barca.

All’arrivo di urne e schede per il referendum in alcuni seggi, stamani, era scattato l’applauso e le grida di gioia dei presenti: “Voteremo! Voteremo!”.

Secondo i media locali e testimonianze sui social network, la polizia catalana al momento non ha sequestrato il materiale elettorale, come invece aveva ordinato loro la procura spagnola, limitandosi a contare le persone presenti e a controlli sulla sicurezza, per poi andare via, in alcuni casi tra gli applausi dei cittadini che presidiano i seggi in vista dell’apertura delle urne.

Il portavoce del governo catalano, Jordi Turull, ha annunciato un cambio nella logistica del voto per il referendum, per permettere di votare in qualunque seggio della propria zona, non solo in quello di riferimento. Lo riferisce La Vanguardia. Con questa misura la Generalitat intende consentire di votare anche a chi troverà il proprio seggio chiuso dalla polizia.