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I negoziati sulla Brexit stentano a decollare e il parlamento europeo lancia un messaggio chiarissimo a Londra: “I progressi sono insufficienti”. La posizione è stata assunta con una risoluzione approvata a larga maggioranza dall’aula della plenaria di Strasburgo (557 i voti a favore, 92 contrari e 29 astenuti).

UNA RISOLUZIONE SUI NEGOZIATI

I deputati a Strasburgo hanno infatti chiesto agli Stati membri dell’Ue di “decidere di rinviare la loro valutazione che punta a determinare se i progressi compiuti sono sufficienti” al loro prossimo vertice a Bruxelles il 19 e 20 ottobre. Secondo la risoluzione, il Parlamento europeo “è dell’avviso che il quarto ciclo di negoziati”, tenutosi dal 25 al 28 settembre, non abbia ancora permesso progressi sufficienti sui diritti dei cittadini, l‘Irlanda e l’Irlanda del Nord, e su una soluzione riguardo agli impegni finanziari del Regno unito”.

BARNER: “NON È UNA VENDETTA”

“Non si tratta di un riscatto, di un biglietto d’uscita, ma solo del fatto che vi chiediamo di saldare i vostri conti, né più né meno”, ha dichiarato il negoziatore dell’Ue Barnier. “Abbiamo bisogno di fiducia per una relazione duratura in futuro. La chiave di questa fiducia eè che voi accettiate obiettivamente di saldare i vostri conti”.

Barner ci tiene però a precisare: “Non posso accettare le parole vendetta e punizione, non le troverete mai nella mia attitudine e nel mio spirito nei confronti del Regno Unito. Non c’è un ricatto, si tratta solo di saldare i conti”.

LA MAY ASSICURA: “AVREMO GRANDI RAPPORTI CON L’UE”

Dal canto suo Theresa May ha riaffermato che il suo governo è unito nei negoziati sulla Brexit: “Tutti sanno che la posizione del governo è quella che ho espresso nel discorso a Firenze lo scorso 22 settembre. Siamo uniti intorno a questa visione: in futuro avremo una relazione profonda e speciale con l’Europa”, ha detto la premier britannica.

“Non sono stati fatti progressi sufficienti. Soprattutto per quanto riguarda i diritti dei cittadini, siamo molto preoccupati”, incalza Guy Verhofstadt, coordinatore del Parlamento europeo per la Brexit, dopo l’approvazione della risoluzione che definisce insufficienti i progressi ottenuti finora nei negoziati.

Secondo Verhofstad, la soluzione è semplice: “Lasciare che i cittadini dell’Ue conservino i diritti dei quali godono ora nel Regno Unito e facciamo esattamente lo stesso per i cittadini britannici che vivono nel continente. Mi chiedo addirittura perché stiamo ancora discutendo di ciò? Questo problema potrebbe e dovrebbe essere concluso immediatamente”.