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Il polverone sollevato dalla trasmissione “Le Iene”, alla fine, ha avuto la meglio sul sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, che oggi ha rimesso le proprie deleghe. Secondo un servizio andato in onda, il parlamentare Mario Caruso avrebbe assunto il figlio del sottosegretario che non si presenterebbe mai al lavoro, ma che percepirebbe lo stipendio dal padre.

“Sono insinuazioni che infangano, ancora una volta, la mia reputazione. Mio figlio ha un regolare contratto di assistente parlamentare con un deputato della Camera”, si difende Rossi. “Il documento, consultabile, conferma l’assenza di un rapporto di dipendenza dal mio ufficio contrariamente a quanto riportato nel servizio”.

Secondo Rossi si tratta di “un incarico di natura fiduciaria che non prevede vincoli di orario lavorativo e anche per questo con una minima retribuzione”. “Con questa iniziativa voglio fare chiarezza per evitare che queste informazioni siano strumentalizzate: le spese relative ai collaboratori sono rendicontate, e questo basta per dimostrare da chi realmente dipende l’impiegato e viene retribuito”.

Rossi annuncia di avere “dato mandato a uno studio legale al fine di tutelare l’immagine mia e di mio figlio ed esaminare la possibilità di contestare le accuse che mi sono state rivolte nelle opportune sedi legali“. “In ogni caso – conclude Rossi – al fine di non coinvolgere l’amministrazione che rappresento e per svolgere ogni azione in piena libertà e con maggiore serenità, ho deciso di rimettere le deleghe conferitemi dal Ministro della Difesa”.