Pietro Maso – nato il 17 luglio del 1971 a San Bonifacio – è un criminale italiano. Il 17 aprile del 1991 Maso, insieme a tre amici, uccise i genitori Antonio Maso e Mariarosa Tessari per motivi economici: il giovane infatti disse di averli uccisi per instascare l’eredità. Arrestato il 19 aprile 1991, Maso è stato condannato definitivamente a trent’anni di carcere, con il riconoscimento della seminfermità mentale al momento del fatto. I complici furono Giorgio Carbognin e Paolo Cavazza, condannati a 26 anni, e Damiano Burato a 13. Fu un caso di cronaca nera che scosse parecchio l’opinione pubblica.

Il 14 ottobre 2008, a Maso è stata concessa la semilibertà dai giudici della sorveglianza di Milano. La fine della condanna era prevista per il 2018 ma a Maso fu concessa la libertà nel 2013: da quell’anno presta servizio presso l’emittente cattolica Telepace e ha pubblicato un libro scritto insieme alla giornalista Raffaela Regoli intitolato “Il male ero io”.

Il 21 gennaio 2016, la Procura di Verona ha iscritto Pietro Maso nel registro degli indagati con l’accusa di tentata estorsione. Le sorelle, da lui minacciate, sono state messe sotto scorta. Il 4 marzo seguente Maso venne ricoverato in clinica psichiatrica per turbe mentali e dipendenza dalla cocaina.

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