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Circa 950mila persone sono scese in piazza a Barcellona per manifestare a favore dell’unità della Spagna. I numeri sono resi noti dall’organizzazione “Società civile catalana per l’unità” e riguardano il corteo contro l’indipendenza della Catalogna, che ha avuto inizio in piazza Urquinaona.

La polizia però parla di altre cifre: erano presenti “350mila manifestanti”. I dimostranti hanno sfilato con bandiere e scadendo slogan.

I dimostranti hanno portato bandiere spagnole e scandito gli slogan “Io sono spagnolo”, “Viva la Spagna, viva la Catalogna e la Guardia civil” e “Puigdemont in prigione”.

Tra gli interventi quello del premio Nobel di letteratura Mario Vargas Llosa (che ha definito il referendum catalano “un golpe politico”) e dell’ex presidente dell’Europarlamento, il socialista Josep Borrell.

Il leader di Podemos Pablo Iglesias è stato contestato da 50 oppositori dell’indipendenza catalana alla stazione di Barcellona Sants. Gli unionisti, giunti per partecipare la grande marcia anti-indipendenza, hanno fischiato e urlato “fuera, fuera!” a Iglesias che stava per prendere il treno per Madrid. Il leader di Podemos, sostenitore di un dialogo fra Madrid e Barcellona, su Twitter ha scritto che “ogni politico deve aspettarsi che lo fischino. Oggi è toccato a me. Finché non c’è violenza va bene”.

“Devo cercare di essere giusto, devo ascoltare la gente, e so quanto pensano in molti – ha detto il premier spagnolo Rajoy. Ho però soprattutto l’obbligo di mantenere la calma. E’ il mio primo dovere perché altrimenti posso prendere una decisione sbagliata”.