Essere mamme e contemporaneamente lavoratrici in Italia non è semplice. Soprattutto se sei alla ricerca di un lavoro e se durante i colloqui ti si legge in faccia che hai un figlio a casa che ti aspetta e quasi ti senti in colpa. In colpa perché probabilmente non verrai assunta e perché forse dovrai continuare a cercare un lavoro che ti assicuri almeno 1000 euro al mese (e magari un contratto). Oggi non è semplice nemmeno per un laureato magistrale a 25 anni, figuriamoci per una mamma. Lo sa bene Alessandra Spada, nata a Roma nel 1980, fino a qualche anno fa responsabile della comunicazione e del marketing di un’azienda della sua città e oggi stilista emergente e creatrice del brand “Sculptour”. Ma procediamo per gradi.

Dopo essere divenuta mamma, Alessandra decide di lasciare il suo posto di lavoro, mettendosi subito alla ricerca di una nuova situazione lavorativa. E qui iniziano i problemi: “Ai colloqui mi si chiedeva quanti figli avessi e quanti anni avessero, domande assolutamente fuori luogo. Il mondo del lavoro vede le mamme in maniera differente, i figli appaiono come ostacolo alla produttività”. Alessandra decide dunque di mettersi in proprio e di realizzare qualcosa che sia tutto suo. Il 1 ottobre del 2016 dà vita al brand Sculptour®, un progetto in cui la sua esperienza professionale e la passione si fondono, un approccio diverso alla moda che ha a che fare con l’arte, l’architettura e il design. Ogni capo, singolarmente numerato, rispetta l’ambiente: il ciclo produttivo infatti è basato sul recupero delle stoffe avanzate dalle produzioni delle grandi case di moda. Una scelta dettata dalle circostanze. “Essere diventata mamma mi ha spinto a questo cambio di direzione. Credo di aver fatto questa scelta per sentirmi libera, per non sentirmi penalizzata. Quando sei mamma pensi a 360 gradi, cambia l’ordine delle priorità. Volevo che la gente smettesse di guardami come quella strana. Sculptour per me è una sfida, un’impresa”.

Si definisce una stilista emergente ma ha già partecipato al “Green Carpet Talent Competition”, l’award che si basa sui valori della sostenibilità e organizzato da Camera Nazionale della Moda. In quell’occasione  Alessandra arriva in semifinale, catturando con i suoi capi persino l’attenzione Livia Firth, moglie di Colin. “Quando ho scoperto di essere stata esclusa dalle finali ero un po’ delusa ma felice di aver comunque partecipato. Poi una persona che lavorava con Livia mi ha detto che lei si era innamorata di uno dei miei abiti e avrebbe voluto indossarne uno per la prima di Kingsman. La ringrazierò sempre per questo”.

Parlando del suo brand, Sculptour, si pensa subito all’ecosostenibiltà, all’arte, alla trasformabilità dei capi ma anche al rispetto del corpo delle donne, qualsiasi esso sia. Nelle collezioni fin ora prodotte non esiste infatti la misura S, M, L e così via. Una scelta ben precisa e che ha una sua filosofia: “Io sono una normalissima 42-44 e non mi piace che questa cosa sia percepita come un problema. Ognuno di noi ha il proprio corpo. Oggi ci sono ideali di bellezza poco naturali. Con il mio brand voglio comunicare un approccio più rilassato e sereno. Combatto e detesto la definizione di “curvy”, le donne sono donne, ci sono quelle mediterranee ma anche quelle che non hanno fianchi e seno. Ognuno di loro è bella e basta”. Attualmente la collezione autunno-inverno 2017 di Sculptour è disponibile in due punti vendita a Roma e a Barcellona ed è consultabile sul sito della casa di moda.

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Credit photo:FALL WINTER 17\18 ARTCHITECTURE – Photo Andrea Camandona