addio vitalizi, delibera taglio vitalizi, tagli vitalizi, taglio vitalizi, taglio vitalizi camera, vitalizi

Il voto finale sul Rosatellum si terrà giovedì nel tardo pomeriggio. Dopo la decisione del Cdm di apporre il voto di fiducia sull’approvazione della legge elettorale, la conferenza dei capigruppo della Camera ha fissato l’inizio dei lavori per domani alle 13 e 45 con le dichiarazioni di voto sulla fiducia sull’art.1.

Nello specifico l’esame del Rosatellum bis inizierà domani alle 13 e 45 con le dichiarazioni di voto sulla fiducia sull’art.1 con la ‘chiama’ dalle 15 e 45. Alle 17 e 30 dichiarazioni sulla fiducia sull’art.2 e appello dalle 19 e 30. Giovedì mattina alle 9 dichiarazioni sulla fiducia sull’art.3 e appello dalle 11. A seguire voti sugli art.4 e 5 e quindi dichiarazioni sul voto finale e votazione in aula.

Nonostante i numeri sulla carta ci siano, il governo teme ‘imboscate’ durante il voto segreto sugli emendamenti. È per questo che il Pd ha lanciato un appello al premier Paolo Gentiloni, accolto dal Governo, affinché fosse posta la fiducia sulla legge elettorale.

È stato il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato a telefonare a Gentiloni. La notizia ha fatto andare su tutte le furie il Mdp: “Si scherza col fuoco”. La Lega ha fatto sapere che  “Non voteremo la fiducia ma diremo sì alla legge“, e Forza Italia “voterà sì alla legge, pur non partecipando, ovviamente, alla votazione sulla fiducia“, fa sapere Renato Brunetta.

Per il Movimento cinque stelle “la fiducia sul Rosatellum è un atto eversivo contro la democrazia, la libertà del voto e la sovranità dei cittadini. Il tutto con la complicità di Lega e Forza Italia che, sulla carta, sono all’opposizione, ma che fanno parte di questo grande e vergognoso inciucio contro i cittadini”.

“La fiducia è uno strumento regolamentare che noi utilizziamo contro un’altro strumento regolamentare, arcaico e assurdo, come il voto segreto. Che sia una fiducia tecnica lo dimostra la reazione di Fi e Lega”, spiega poi Rosato tornando sulla questione in Transatlantico.

Fuori dall’Aula il deputato M5S Alessandro Di Battista ha parlato con un megafono in mano contro la legge elettorale: “Che deve fare il popolo se non venire in piazza a protestare contro i nominati da questa legge elettorale? Casini, Verdini, tutta tutta gente che altrimenti sarebbe stata trombata. Tutto questo – ha aggiunto – fa vomitare, è un colpo di Stato istituzionale ad opera di fuorilegge”.

Durissimo il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che, convocando per mercoledì mattina una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio, ha detto: “L’intento è distruggerci, quello che otterranno sarà rafforzarci”.