Verona

Abusò per mesi del fratellino, estradato in Italia
Voleva soddisfare le richieste di un pedofilo

di . Categoria: Cronaca, Esteri, Veneto

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Aveva abusato sessualmente del fratellino più piccolo per soddisfare le richieste di una “fidanzatina virtuale” dietro la quale si nascondeva un pedofilo seriale. Il minorenne responsabile delle oscenità è stato così estradato in Italia dalla polizia di Stato che aveva già arrestato il pedofilo.

Il minorenne, nel frattempo, si era trasferito nel Regno Unito insieme alla famiglia. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo. Il giovane ha confermato agli inquirenti l’autenticità dei fatti documentati.

Tutto ebbe inizio, spiega una nota della Polizia, con un’amicizia nata su un social network tra un adolescente lombardo e un’apparente “ragazza di diciassette anni, piuttosto avvenente”, che prima lo aveva sedotto in Rete e poi lo aveva indotto ad abusare sessualmente del fratellino, dieci anni più piccolo, e a inviarle il materiale pedopornografico così realizzato.

Purtroppo, come spesso accade nella Rete – continua la nota – dietro quel profilo non c’era alcuna diciassettenne, bensì un pedofilo quarantenne già arrestato alla fine dello scorso luglio dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni veneta per detenzione di ingente materiale pedopornografico, ed attualmente detenuto presso una struttura carceraria.

E proprio attraverso la capillare attività di analisi dei dispositivi a suo tempo sequestrati all’uomo, un single disoccupato, pedofilo seriale, che viveva da solo in un condominio di una zona periferica della provincia comasca, che gli investigatori della Sezione Polpost di Verona, che avevano effettuato l’arresto, erano riusciti a risalire alla incredibile vicenda.

Gli esiti di questa attività sono frutto della preziosa collaborazione tra il Procuratore Generale di Brescia Pierluigi Dell’Osso, che con il proprio apporto ha consentito di accelerare i tempi di consegna del minore dal Regno Unito, e il Magistrato di Collegamento Sally Cullen che a sua volta ha fornito una fattiva cooperazione.

Sono in corso ulteriori approfondimenti per accertare se il minore abbia inviato ad altri utenti i file pedopornografici autoprodotti e se vi siano responsabilità concorsuali da parte dei componenti della famiglia per le condotte di abuso. L’adolescente dovrà rispondere dei reati di violenza sessuale su minore, atti sessuali con minore e divulgazione di materiale pedopornografico, aggravati dall’abuso di relazioni domestiche.

11 ottobre 2017

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