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Due bombardieri strategici B-1B statunitensi provenienti dalla base militare nel Pacifico di Guam sono entrati nella notte nella zona di identificazione aerea di Difesa della Corea del Sud, e hanno compiuto due simulazioni di sgancio di missili assieme a due caccia F-15K sud-coreani.

La prima è avvenuta al largo delle coste orientali della Corea del Sud, mentre la seconda sul Mar Giallo, secondo quanto riferito dal Comando Congiunto sud-coreano e dalle Forze Armate Usa. Alle esercitazioni hanno partecipato anche mezzi giapponesi, secondo quanto riferito dagli Usa, in quella che è stata la prima esercitazione notturna compiuta congiuntamente dai bombardieri di Washington con i caccia di Seul e Tokyo.

E mentre i bombardieri Usa sorvolavano la penisola coreana, a Washington il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, discuteva con alti funzionari militari, tra cui il segretario alla Difesa, James Mattis, sulle opzioni percorribili in caso di aggressioni da parte della Corea del Nord o su come prevenire minacce da parte di Pyongyang.

Negli scorsi giorni si ventilava un nuovo lancio missilistico da parte della Corea del Nord in vista dell’anniversario di ieri della fondazione del Partito dei Lavoratori guidato da Kim Jong-un. Secondo una fonte militare di Seul, Trump, che il mese prossimo sarà in Corea del Sud, potrebbe fare visita alla zona demilitarizzata che divide i due Paesi separati dal 38esimo parallelo.

“In una simile atmosfera”, quella che si è creata tra Washington e Pyongyang, scrive un giornale pechinese, “è facile dare il via a un fatale errore di valutazione“. “Gli scambi di minacce tra Washington e Pyongyang non hanno avuto effetto deterrente. Entrambi dovranno considerare altri mezzi di comunicazione”.