Ampie zone del Portogallo e della Spagna (nel nord, in Galizia), sono devastate da incendi che stanno procurando vittime. Sono almeno 39, infatti, le persone decedute ma il bilancio cresce di ora in ora.

La situazione più drammatica rimane in Portogallo dove nella notte è stato dichiarato lo stato di calamità naturale.

Il premer Antonio Costa ha ammesso che non ci sono abbastanza pompieri per far fronte agli incendi attivi: 7000 vigili del fuoco sul campo, oltre un centinaio di incendi ancora attivi e le autorità ritengono che oltre al caldo opprimente, vento e umidità portati dalla vicinanza dell’uragano Ophelia, gli incendi siano anche di attività dolosa.

Le autorità portoghesi hanno attivato il Meccanismo europeo di protezione civile, che consente di chiedere aiuto agli Stati membri dell’Ue e al Marocco, ma è la prima volta che la Spagna non potrà dare risposta.

Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha espresso le sue condoglianze su Twitter, ha ringraziato “tutti coloro che lavorano per spegnere le fiamme e aiutare la popolazione” e ha visitato la zona del disastro. La situazione preoccupante è a Vigo, la città più popolosa della regione. Le autorità hanno chiesto agli abitanti delle zone assediate dal fuoco di abbandonare subito le loro case e convergere verso il centro della città. Evacuata anche la residenza studentesca dell’Università di Vigo e una fabbrica della casa automobilistica della Citroen.

E intanto diversi voli diretti agli scali britannici sono stati dirottati a causa di odori insoliti a bordo ritenuti legati al passaggio dell’uragano Ophelia. Easyjet ha informato che il fenomeno si è presentato su 4 suoi voli,probabilmente per le condizioni atmosferiche create dalla tempesta che ha sparso nell’aria caldo tropicale e sabbia del Sahara. Due voli sono stati dirottati e altri due hanno anticipato l’atterraggio per precauzione. Episodi simili sono stati riportati da British Airways, che però non ha modificato i suoi piani di volo.