art 155 catalogna, catalogna, indipendenza catalogna, Puigdemont destituito, referendum catalogna

“Nel quadro dell’art. 155 il governo spagnolo ha deciso di proporre al senato la destituzione del presidente catalano Carles Puigdemont, del vicepresidente Oriol Junqueras e di tutti i membri del Governo”. La tanto attesa presa di posizione del premier Rajoy sul futuro della Catalogna è arrivato. Durante la conferenza stampa, seguita al Consiglio dei ministri, Rajoy ha spiegato che il Senato spagnolo dovrebbe riunirsi venerdì 27 ottobre per votare le misure adottate dal Consiglio dei ministri.

Secondo il premier spagnolo, “con la destituzione del governo catalano, l’esercizio delle funzioni ricadrà nella competenza di autorità che verranno indicate dal governo centrale”. Le competenze del presidente e dei membri del governo catalano saranno assunte da autorità designate da Madrid sotto il controllo dei ministri del governo spagnolo.

L’amministrazione catalana, ha precisato, “lavorerà secondo le linee direttrici fissate dagli organi nominati dal governo della nazione”.  Le misure prese, secondo il governo di Madrid, hanno quattro obiettivi: ripristinare la legalità, garantire la neutralità delle istituzioni, preservare i servizi pubblici e difendere i diritti di tutti i catalani.

“La mia volontà è di andare a elezioni il prima possibile, non appena sarà ripristinata la normalità istituzionale. Lo vuole la maggioranza, dobbiamo aprire una nuova fase“. Lo ha annunciato Rajoy, spiegando che le elezioni regionali in Catalogna si terranno al massimo tra sei mesi.

Tra le problematiche emerse dopo il referendum in Catalogna, Rayoj cita quello della contrazione del credito: “Si produrrebbe un’inflazione sproporzionata che porterebbe ad un impoverimento dell’economia catalana pari al 25-30 per cento del pil che darebbe luogo a una congiuntura insostenibile. Inoltre la Catalogna uscirebbe dall’Ue e dall’organizzazione internazionale per il commercio”.

“Gli ultimi dati dell’economia in Catalogna sono preoccupanti – ha continuato Rajoy -. Le sedi sociali delle aziende hanno traslocato, più di mille aziende, le aziende più grandi che danno lavoro, hanno lasciato. C’è stato un disincentivo degli investimenti e un crollo del turismo”.

Rajoy si è quindi rivolto al popolo catalano: “Vogliamo raggiungere la normalità, la concordia tra tutti e lavoreremo perché tutti i catalani, a prescindere dalle loro idee, possano tornare a sentirsi uniti e partecipi di un progetto condiviso di futuro, un progetto che da molti secoli si chiama Spagna”.

“Con queste iniziative non si sospende l’autonomia né l’autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge“, ha però puntualizzato Mariano Rajoy. Le misure decise dal governo spagnolo prevedono anche il divieto per il Parlamento catalano di eleggere un sostituto del presidente Carles Puigdemont. L’assemblea catalana eserciterà solo una “funzione rappresentativa, non potrà adottare iniziative contrarie alla costituzione e Madrid avrà un potere di veto entro 30 giorni sulle sue decisioni”.

Drammatiche le reazioni dei politici del Parlamento catalano: “Le misure annunciate oggi dal governo di Madrid sono un colpo di stato contro il popolo della Catalogna”, ha detto Josep Lluis Cleries, deputato del Pdecat, il partito del presidente catalano Carles Puigdemont.

“Podemos è sotto shock davanti alla sospensione della democrazia non solo in Catalogna ma anche in Spagna”, ha poi affermato il numero due del partito viola, Pablo Echenique, dopo l’annuncio delle misure decise da Madrid contro la Catalogna. Quasi mezzo milione di persone sono scese in piazza a Barcellona per denunciare la mossa del governo centrale e anche la detenzione da lunedì dei leader indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, arrestati per sedizione per ordine di un giudice spagnolo. Tra la folla anche il presidente Puigdemont e il suo governo.

 

“Il tentativo di secessione catalano è inaccettabile e la Catalogna è, e sarà una parte essenziale della Spagna”, aveva detto a Oviedo Re Felipe VI di Spagna. La Spagna, ha aggiunto il sovrano, “farà fronte all’inaccettabile tentativo di secessione di una parte del suo territorio nazionale e lo risolverà con le sue legittime istituzioni democratiche, nel rispetto della costituzione e dei valori e principi della democrazia parlamentare. Noi non vogliamo rinunciare a quello che abbiamo costruito insieme”.

Alla cerimonia di consegna dei premi Princesa de Asturias, che si è tenuta nel teatro Campoamor di Oviedo, alla presenza del premier Mariano Rajoy e di diversi rappresentanti dell’Ue, Re Felipe VI ha sottolineato i progressi di una Spagna che ha superato “gli errori del passato”.

Foto da Twitter.