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Una sforbiciata da 60 a 30 miliardi sugli acquisti dei titoli. Lo ha annunciato la Banca centrale europea che parla di un ridimensionamento del quantitative easing a partire da gennaio e fino a settembre. L’istituto diretto da Mario Draghi ha però lasciato i tassi di interesse invariati.

Il tasso principale è allo 0%, quello sui depositi resta negativo al -0,4% mentre il tasso sui prestiti marginali è a 0,25%. La Bce ha quindi avvertito di essere pronta a prorogare ulteriormente il piano di acquisti, oltre il mese di settembre 2018, per garantire una normalizzazione dell’inflazione.

Nel caso in cui il quadro “diventasse meno favorevole” il Consiglio è anche pronto a riaumentare il ritmo degli acquisti di bond. La Banca centrale europea ha poi puntualizzato che continuerà a reinvestire i titoli giunti a scadenza senza stabilire un termine per questo meccanismo e che le aste agevolate di rifinanziamento alle banche a tasso fisso proseguiranno almeno fino al 2019.