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Questa mattina al Senato è stata votata la riforma della legge elettorale. Approvata con 214 voti favorevoli, 61 contrari e 2 astenuti. Hanno votato a favore Pd, Fi, Lega, Ap, Autonomie, Gal, Direzione Italia e il gruppo Idea. Contrari M5s, Mdp, Si e FdI. Il testo passa al Quirinale per la firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale sarà legge.

“Questa è la legge bunga-bunga – afferma il capogruppo a Senato M5S – un’orgia di pluricandidati in cui l’utilizzatore finale è immancabilmente sempre lo stesso. Siete la stessa banda, voi senza idee, senza programmi, ma con il medesimo progetto, mantenere le poltrone per continuare a sfinire e spolpare una nazione allo stremo”.

Ieri, il Rosatellum bis, ha ottenuto i cinque voti di fiducia, con un sostegno decisivo dei Verdiniani di Ala.

“Rivendico con orgoglio tutto quello che abbiamo fatto, il ruolo di supplenza che abbiamo svolto ignorando gli stupidi strali che ci arrivavano quotidianamente. Avremmo votato anche la stepchild così come voteremo il testamento biologico e abbiamo contribuito con orgoglio anche al mantenimento dei conti pubblici”, ha detto nell’Aula del Senato il leader di Ala Denis Verdini che ha elencato tutti i provvedimenti votati dal suo gruppo: dal Jobs Act alle unioni civili.

Mdp, Si e M5s hanno abbandonato l’aula. Non sono mancati i momenti di tensione e di protesta anche fuori l’Aula.

Critico Giorgio Napolitano che, ha fatto sapere, ha votato “sì” solo “per salvaguardare il valore della stabilità” mentre il leghista Roberto Calderoli ha affermato che “turandoci il naso voteremo questa legge”. L’esponente del Carroccio ha precisato: “Non ho mai votato la fiducia a questo governo e non lo farò mai. Sono stato ingiusto a definire la mia legge una porcata, perché le porcate sono venute dopo. Porcata – continua – è la riforma costituzionale, è l’Italicum. Porcate sono quattro presidenti del Consiglio non eletti”.

Dopo il voto finale di oggi, verrà convocata la Conferenza dei capigruppo per decidere il calendario della finanziaria. Ed è previsto il voto in Aula del calendario.