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Chi si aspettava grandi rivelazioni sull’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy, sarà certamente rimasto deluso. Donald Trump ha da un lato deciso di divulgare 2.800 file classificati sull’omicidio di Dallas, ma dall’alto ha mantenuto segreti gli altri per un ulteriore esame nei prossimi sei mesi.

La Casa Bianca ha spiegato che Trump dichiarerà in un memo a breve che non aveva “altra scelta” per questioni di sicurezza nazionale: “L’opinione pubblica americana aspetta – e merita – che il suo governo fornisca il maggiore accesso possibile agli atti sull’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy in modo che la gente possa finalmente essere pienamente informata su tutti gli aspetti di questo evento cruciale” ha scritto Trump.

“Ma non ho altra scelta se non accettare le censure proposte dai dipartimenti e dalle agenzie della sua amministrazione piuttosto di consentire un danno irreparabile alla nostra sicurezza nazionale”, continua il presidente statunitense. La temporanea mancata pubblicazione di alcuni file “è necessaria per evitare danni alla difesa militare, alle operazioni di intelligence, alle forze dell’ordine, o alla conduzione di relazioni straniere che sono di tale serietà da pesare più del pubblico interesse nella pubblicazione immediata”.

Trump ha comunque fissato un termine di 180 giorni: “Alla fine di questo periodo ordinerò la pubblicazione di qualsiasi informazione che le agenzie non possano dimostrare essere conformi agli standard legali per un ulteriore rinvio in base alla legge del 1992 sugli atti relativi all’assassinio di Kennedy. Se ne riparla il prossimo 26 aprile”.