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Maxi operazione antimafia nelle prime ore di oggi a Bagheria, in provincia di Palermo. Un centinaio di carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, con l’ausilio di unità cinofile e di un elicottero del 9° Nucleo di Palermo, hanno tratto in arresto 16 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. 

L’’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia. Tra gli arrestati nell’operazione “Nuova Alba” c’è anche Pino Scaduto, scarcerato lo scorso aprile dopo essere stato arrestato nell’operazione Perseo del 2008.

In manette sono finiti: Francesco Speciale, Salvatore Zizzo, Vito Lucio Guagliardo, Damiano D’Ugo, Vincenzo Urso, Giuseppe Scaduto, Andrea Fortunato Carbone, Nicola Marsala, Antonino Giuseppe Maria Virruso, Pietro Liga, Giacinto Di Salvo, Andrea Lombardo, Michele Modica, Giovan Battista Rizzo, Giovanni Trapani e Francesca Lombardo. 

Scaduto aveva ordinato al figlio di uccidere la sorella perché aveva una relazione con un giovane maresciallo dei carabinieri. Il figlio si è però rifiutato di eseguire l’ordine. Secondo gli inquirenti, il boss avrebbe cercato di riprendere il comando della cosca di Bagheria.

Il boss è adesso di nuovo in cella, assieme ad altri quindici presunti affiliati. “Cosa nostra di Bagheria è sempre capace di rigenerarsi dopo ogni operazione di polizia, con l’immediato rimpiazzo dei soggetti arrestati”, dicono gli inquirenti commentando l’operazione.

DI SALVO GIACINTO

Sono state accertate “una pluralità di condotte estorsive compiute da esponenti apicali del Mandamento mafioso di Bagheria ai danni di imprenditori locali i quali, operanti nel settore edile e nella fornitura di acqua minerale, sono stati costretti a consegnare ingenti somme di denaro a titolo di pizzo, ovvero ad assumere soggetti contigui all’organizzazione mafiosa”.

Scaduto – al vertice del Mandamento mafioso di Bagheria – “emergeva per il ruolo di promotore nella ricostruzione della Commissione Provinciale di Cosa Nostra e, dallo scorso aprile, tornato in libertà dopo un lungo periodo di detenzione”. Il provvedimento è stato notificato in carcere a Giacinto Di Salvo, “altro esponente di spicco della consorteria mafiosa, già a capo del Mandamento mafioso di Bagheria dal 2011 fino al maggio 2013, quando venne arrestato nell’ambito dell’indagine denominata Argo”.

Le indagini avevano permesso di ricostruire l’ascesa del predetto da capo famiglia a quello di reggente e cassiere del Mandamento di Bagheria. Nel medesimo contesto, è stato arrestato Giovanni Trapani, ritenuto fino al 2010 a capo della famiglia mafiosa di Ficarazzi, destinatario di misura cautelare nell’ambito dell’operazione denominata Iron men.