Da molti mesi  Rai Uno trasmette  un programma di revival degli anni settanta suscitando le recriminazioni di quanti pagano il canone perchè, dicono essi, paghiamo un canone e non per vedere repliche risalenti a quarant’anni fa . Giustissimo, considerazione  assolutamente condivisibile in linea di principio. C’è,  invece sul piano pratico, soltanto da dire  “meno male” che  ogni tanto viene trasmessa qualcosa che nutre il cervello e gratifica l’anima.

Questi programmi di quarant’anni fa,  trasmessi allora da quella che era solo “la televisione” esistendo un solo canale e per giunta in bianco e nero, erano dei veri e propri spettacoli  con protagonisti di levatura internazionale.  Registi come Antonello Falqui e Guido Sacerdote, al sabato sera , mettevano su recital con i più grandi artisti : Mina, Alberto Sordi,  Walter Chiari, Nino Manfredi,  Raffaella Carrà, Ornella Vanoni,  le famosissime  gemelle Kessler che,  sotto la guida dell’americano Don Lurio, scandalizzarono i salotti dei  bempensanti;  ed, ancora,  Domenico Modugno, Fred Bongusto, Claudio Villa, ed ancora tanti, tanti altri la cui fama  non ebbe confini portando l’italica bandiera a sventolare straordinariamente  nei più prestigiosi ed esclusivi  teatri del  mondo.

I direttori di quelle orchestre straordinarie  erano musicisti e compositori come Bruno Canfora, Pino Calvi. I cantanti erano veri: nel senso etimologico  del termine,  cioè artisti in grado di cantare dal vivo, ed ai quali la potenza della propria voce permetteva di cantare  senza inghiottire  il microfono. Erano VIP.  Da quella “televisione”  – sempre canale unico, in bianco e nero-  il venerdì sera veniva trasmesso uno spettacolo di prosa , sia che si trattasse di opere teatrali  –uno per tutti le commedie di Eduardo, Pirandello, il teatro genovese e quello veneziano, e tanti ancora-  sia che si trattasse di “teleromanzi, spettacolari  trasposizioni  televisive a puntate settimanali  di classici della letteratura italiana  e non, che furono  strumenti basilari per l’accolturamento del popolo italiano. Ed anche questi  erano attori veri :  di bravura  magistrale   provenienti dalle Accademie d’Arte e con alle  spalle anni di dura  gavetta,  passati calpestando le tavole polverose dei teatri della più sperduta provincia  per lo più nutrendosi d’arte,  speranza e pane raffermo. Erano VIP. Intanto, mentre  il Maestro Manzi traghettava  milioni di  italiani  analfabeti con il suo “Non è mai troppo tardi”, il giovedì sera, e per anni, l’Italia si fermò al punto da mettere in crisi le sale cinematografiche per seguire Mike Bongiorno con il primo gioco a premi  della storia televisiva: “Lascia o Raddoppia”, domande colte rivolte a concorrenti colti ; alle quali oggi in  ben pochi saprebbero dare la risposta esatta. Quotidianamente, poi, al pomeriggio dalle cinque  la ” TV dei ragazzi”: e, mentre si faceva merenda con una bella fetta di pane profumato, burro e marmellata, con gli occhi sgranati si scopriva il mondo, guidati ed affascinati da  Armand e Michaela Denis, coppia di esploratori di fama internazionale. 

Oggi , la “televisione” non esiste più: i canali sono un numero praticamente infinito e delle emittenti di tutto il mondo. Con instancabile pubblicità e, con una varietà altrettanto infinita di programmi,  l’ informazione è planetaria. Ed anche gli spettacoli. Ed anche oggi abbiamo uno spettacolo di VIP che, come quelli di una volta, nutre la mente e ristora lo spirito: Grande Fratello.