Il caso Gerusalemme tiene banco e in apprensione tutto il Mondo. La decisione di Donald Trump di riconoscerla come capitale di Israele ha avuto come immediata conseguenza l’invito da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdogan ai 57 Paesi membri dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) per riunirsi tra una settimana (il 13 dicembre) a Istanbul per un summit straordinario. Lo ha reso noto il suo portavoce, Ibrahim Kalin, spiegando che Erdogan ha avuto in queste ore contatti telefonici in merito con il suo omologo palestinese Abu Mazen e i leader di Iran, Arabia Saudita, Qatar, Tunisia, Pakistan, Indonesia e Malesia. 

Il presidente Donald Trump
nelle prossime ore darà indicazione al Dipartimento di Stato di avviare l’iter per il trasferimento della ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

Il Papa, durante l’udienza generale, ha rivolto il proprio pensiero “a Gerusalemme. Al riguardo, non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite”. Il Papa ha invitato a “saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti”.  

“Gerusalemme – ha detto il Pontefice nel suo appello – è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace”.

Prego il Signore – ha concluso Francesco – che tale identità sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero e che prevalgano saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti”.