“L’Italia si è rimessa in moto” e il merito è stato “delle famiglie e delle imprese”. Così il premier Paolo Gentiloni saluta i giornalisti nella tradizionale conferenza stampa di fine anno coincide e sale al Colle per dichiarare conclusa la 17esima legislatura.

Il presidente del Consiglio parlando della legislatura che si sta concludendo ha affermato che è stata “tortuosa ma fruttuosa” e si è augurato che nella prossima legislatura ci siano le riforme attese. “C’è molta strada da fare. Nell’agenda della prossima legislatura – ha detto – non possono mancare le riforme e l’ambizione, guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio. Il mio governo era nato un anno fa dopo la sconfitta del referendum, le dimissioni di Renzi e con le difficoltà del Pd, ma non abbiamo tirato a campare”.

Il premier uscente ha poi sottolineato: “Dovevamo evitare interruzioni brusche e traumatiche in un momento molto delicato per l’economia italiana e per la nostra società che stava leccandosi le ferite, stava e riprendendo fiato ed in alcune regioni stava rimettendosi a correre. Sarebbe stato grave, devastante arrivare a interruzioni traumatiche ed esercizi provvisori”.

In conferenza il presidente del Consiglio ha inoltre affermato: “In Italia c’è una sinistra di governo a disposizione del Paese e questo si è visto nel governo Letta, nel governo Renzi e nel governo che io ho presieduto”.

Nel 2017 ci sono stati “mesi di successi e impegni sul piano europeista che mi auguro che il 2018 possa confermare – ha proseguito -. L’anno che sta finendo aveva molte aspettative dal punto di vista internazionale. A consuntivo possiamo dire che nel dopo Brexit, la crisi più grande dell’Ue, l’incontro di Roma, è stato un punto di svolta”. Gentiloni ha inoltre ricordato “l’importante appuntamento del G7 di Taormina, un successo organizzativo e non solo”.

Secondo Gentiloni, “siamo indietro rispetto alla media dell’Eurozona ma il fanalino di coda non siamo più noi. Se lo cercate cercatelo da un’altra parte”.

Sul piano internazionale, il premier ha ricordato che “il 2017 è stato l’anno della sconfitta militare di Daesh, una sconfitta alla quale anche il nostro Paese ha dato un contributo rilevante con le sue capacità di addestramento e supporto”.

Gentiloni si è soffermato anche sul tema delle banche: “Altro che regalare soldi ai mariuoli: abbiamo messo soldi pubblici per salvare i risparmiatori delle banche e per evitare effetti di sistema. C’è chi dice che le banche restano un problema: cerchiamo di non crearcelo da soli il problema. Vigileremo perché il risanamento prosegua con ritmo necessario ma evitiamo crisi create da regole improvvisate”.

Su una ipotesi di un secondo governo Gentiloni, il premier ha risposto: “Qualsiasi cosa dica in risposta a questa domanda credo che sarebbe usata contro di me. Governerò fino alle elezioni, dove mi auguro che la mia parte politica prevalga per poi avere un esecutivo con determinate caratteristiche, sicuramente dobbiamo farci carico della gestione della situazione per evitare instabilità”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver ascolto il premier, Grasso e la Boldrini, dovrebbe iniziare la procedura di scioglimento delle Camere. Proseguono però gli appelli per l’approvazione dello ius soli prima che le camere vengano sciolte.

La data delle prossime elezioni dovrebbe essere fissata per il prossimo 4 marzo.