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Roberto Maroni ha deciso: non si ricandiderà alla presidenza della Regione Lombardia “per motivi personali“. Lo ha confermato lo stesso governatore, dopo l’ufficializzazione arrivata domenica con il vertice di Arcore.

Al suo posto il centrodestra potrebbe candidare Attilio Fontana, ex sindaco di Varese. “Resto a disposizione del partito e della politica”, ha aggiunto, lanciando poi una stoccata al M5s: “Con Di Maio premier l’Italia sarebbe come Spelacchio”.

Non c’entrano la salute e altre questioni – ha precisato Maroni -. È una decisione mia, personale, per cui chiedo a tutti il rispetto. Con la politica ho una lunga storia d’amore che nasce tanti anni fa con Umberto Bossi e che dura da un quarto di secolo, fatta di grande passione, di successi e sfide. Questa storia d’amore comunque rimane, perché fa parte di me. Sono assolutamente soddisfatto del lavoro fatto in Regione”.

Con “l’autonomia che sarà portata a termine entro le elezioni, possiamo concludere in bellezza e aprire una prospettiva straordinaria per la Lombardia”, ha sottolineato il governatore lombardo in conferenza stampa, facendo un primo bilancio della legislatura. “E’ la sfida conclusiva del mio mandato, che si concluderà il 4 marzo, una sfida che voglio vincere: il 22 ottobre è stato un referendum storico, una sfida epocale”, ha proseguito.

“Abbiamo iniziato una trattativa col governo – ha affermato ancora il presidente della Lombardia – senza il referendum non ci sarebbero stati i tavoli territoriali. Sono 23 le materie che possono essere trasferite e il mio obiettivo è quello di firmare l’accordo entro le elezioni, possibilmente entro fine gennaio, sia sulle competenze sia sulle risorse”.

Maroni avrebbe poi fatto sapere di non essere intenzionato a candidarsi in Parlamento, ma il tenersi “a disposizione della politica e del partito” apre all’ipotesi di un suo ruolo in un futuro governo di centrodestra. Il governatore della Regione Lombardia avrebbe confidato agli amici anche la volontà di cambiare completamente vita: “Voglio fare un altro lavoro”.

Matteo Renzi ha così commentato su Facebook la decisione di Marori: “Dopo la decisione del Presidente Maroni, la partita della Regione Lombardia è più aperta che mai. Forse non è mai stata così alla portata del Pd e del centrosinistra, anche grazie a un candidato forte e solido come Giorgio Gori. Chi tra i lombardi che seguono questa pagina ha voglia di #faremeglio contatti Giorgio, si metta in moto, dia una mano. Saranno due mesi bellissimi, stavolta si può fare. Avanti insieme”.