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Ancora scontri e tafferugli in Tunisia dove aumentano le proteste contro il carovita. La terza notte consecutiva di violenze ha coinvolto gran parte delle città del Paese nordafricano, con un bilancio di 328 arresti e 21 poliziotti feriti. A Siliana, nel nord-ovest, giovani manifestanti hanno lanciato sassi e bottiglie molotov contro la polizia e hanno cercato di fare irruzione in un tribunale nel centro della città. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni, riferisce l’emittente televisiva francese BFMTV.

Gli scontri si sono ripetuti a Kasserine, dove manifestanti giovanissimi sotto i 20 anni tentano di bloccare strade bruciando pneumatici e lanciano sassi contro le forze di sicurezza. Da questa città nel nord-ovest del Paese arrivano voci di jihadisti infiltrati tra i manifestanti. 

Decine di manifestanti sono scesi in piazza a Tebourba, 30 km a ovest di Tunisi, dove già martedì si erano verificati disordini al funerale dell’uomo morto lunedi’ nella prima notte di scontri. Anche qui, lanci di lacrimogeni della polizia, secondo quanto riferito da testimoni. Secondo alcuni media locali, scene simili si sono svolte nei quartieri vicino a Tunisi. Proteste e scontri sono segnalati a Susa, Cite’ Ibn Khaldoun, Cite’ Etthadhamen, Hammam Lif, Beja, Thala, El Agba, Cite’ Ennour.