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Il candidato premier grillino Luigi Di Maio non ha dubbi: ”Il M5S sarà il simbolo della prima forza politica”. Accompagnato da Beppe Grillo e Davide Casaleggio, Di Maio ha depositato il simbolo al Viminale preferendo però glissare su numeri e possibili percentuali all’indomani del voto.

Rispetto al 2013, intanto, nel simbolo del M5S compare la scritta “ilblogdellestelle.it” al posto di www.movimento5stelle.it. Complessivamente è la terza volta che il logo del M5S cambia. L’ultimo atto, però, segnerà la separazione del blog personale di Grillo da quello del Movimento e dallo staff che amministra la piattaforma virtuale pentastellata.

”Nel nostro programma di governo proponiamo la pensione di cittadinanza: sono 780 euro di minima a tutti i pensionati e 1.170 euro al mese per una coppia”, ha detto Di Maio nel corso di un’intervista rilasciata a L’Aria che tira in onda su La7. Ma sono le alleanze il tema più scottante: ”In caso di vittoria quello del Movimento 5 Stelle sarà un governo tecnico-politico, dietro a un politico c’è sempre un tecnico”, dichiara Grillo. ”Alleanze con il Pd? Sono domande senza senso, è come dire che un giorno un panda può mangiare carne cruda. Noi mangiamo solo cuore di bamboo”. Insomma, ipotesi surreale, proprio come l’eventuale nomina di Salvini a ministro dell’Interno avanzata da Berlusconi: “È come l’inizio di un capitolo dio fantascienza”.

Tra i primi ad arrivare al Viminale per depositare i simboli (la finestra resterà aperta sino a domenica dalle 8 alle 20), ci sono gli italiani all’estero della lista Maie e il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli con in mano il simbolo della Lega orfano della dicitura “Nord”. Presenti, oltre ai lombardi e ai veneti di “Grande Nord”, anche Casa Pound, Potere al popolo e Sinistra rivoluzionaria. Non sono mancate anche le micro-liste come ‘W la fisica”, presentata da un professore di ingegneria elettrica a Praga e composta da fisici e ingegneri, o il movimento tecnico nazionale popolare pace (mov.tec.naz.pop.pace) che si vuole presentare alla Camera, ma solo in Molise, o il Sacro romano impero cattolico. Oltre al Maie, una seconda lista di italiani all’estero è l’Unione tricolore America latina.