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La Turchia, adesso, fa sul serio. Soldati del governo di Erdogan sono entrati nella regione di Afrin, nel Nord della Siria, nel secondo giorno di una vasta offensiva contro una milizia curda considerata “terrorista” da Ankara.

Lo ha annunciato il primo ministro turco, Binali Yildirim, aggiungendo che dei militari turchi erano entrati nella regione di Afrin, controllata dalle Unità di protezione del popolo (Ypg), dal villaggio di frontiera di Gulbaba.

Prima dell’ingresso delle forze turche ad Afrin, un funzionario di Ankara aveva fatto sapere che stamani la città al confine di Kilis era stata colpita da quattro razzi lanciati dai curdi in Siria. Secondo il governatore Mehmet Tekinarslan, sono stati colpiti due case e un ufficio.

Le forze curde e l’Osservatorio siriano per i diritti umani negano che militari turchi siano entrati nell’enclave di Afrin. I tentativi di Ankara di infiltrarsi sono stati respinti, ha dichiarato Mustafa Bali il portavoce delle forze democratiche siriane, la coalizione a prevalenza curda alleata degli Stati Uniti.