GLOW è una serie televisiva statunitense creata da Liz Flahive e Carly Mensch per Netflix. La serie ha debuttato il 23 giugno 2017 , e nell’agosto 2017 la serie è stata rinnovata per una seconda stagione. In attesa di questa, rispolveriamo questa serie.

Trama

Ambientata nel 1985 a Los Aneles, la serie è incentrata sulla vita della protagonista, Ruth Wilder, un’aspirante attrice fallita che riceve come ultima speranza l’invito ad un provino per le Gorgeous Ladies of Wrestling (GLOW). Oltre che lottare con un grupo dei donne dalla personalità eccentrica, Ruth avrà a che fare anche con la sua “migliore amica” Debbie Eagan, ex attrice di soap opera venuta a conoscenza della tresca tra Ruth e il proprio marito. Non passa in seondo piano il regista Sam Sylva, sceneggiatore e regista di B movie, nonché una delle poche figure maschili nella serie.

Recensione di GLOW

Questa è una serie che unisce uno degli ambienti più sessisti che esistano, come quello del wrestling, ad una storia tutta al femminile, fatta di rivalsa contro tutte le circostanze avverse, contro la famiglia, contro la società.

GLOW cavalca l’onda dela tv al femminile e fa uscire una serie frizzante e realistica. 

Le creatrici Liz Flahive e Carly Mensch sono affiancate da Jenji Kohan, creatrice di Orange is the New Black, e si vede. Di quella serie riprende il grande cast femminile, le personalità, il senso del grottesco, l’idea di ribaltare uno scenario (lì il carcere, qui il wrestling) che nell’immaginario collettivo ha una connotazione maschile.

A mancare, però, è il bilanciamento tra commedia e dramma. Non era obbligatorio, e forse nemmeno auspicabile, che GLOW seguisse la stessa idea di dramedy che troviamo in OITNB, ma nel momento in cui lo fa aumenta il rischio.

Raccontare la nascita della G.L.O.W. passa in secondo piano rispetto alle storie personali delle protagoniste. Infatti, se per i primi episodi ci si concentra su Ruth e sulle sue vicende con Debbie, piano piano il campo si allarga e vede entrare tutte le altre ragazze, diventando sempre più un progetto corale.

Ognuna delle donne che prendono parte agli allenamenti per diventare stelle di GLOW ha il suo motivo per salire sul ring. C’è chi vuole sentirsi libera, chi cerca di rilanciarsi, chi vuole solo pagare le bollette. O chi lo fa per “sentirsi padrona di sé stessa” non come qualcosa a disposizione di figli e marito.

Alla locandina e alla sigla colorata si contrappone una fotografia molto più fredda, con colori spenti e poco vivaci che fanno da sfondo a un ambiente grigio, quotidiano. Il tutto senza rinunciare a ricostruire gli anni ’80.

Cenni storici:

La G.L.O.W. (Gorgeus Ladies Of Wrestling) fu una promotion di wrestling che, tra alti e bassi, rimase in corsa dal 1986 al 2001. Il taglio, rispetto ad altri prodotti di settore, era “più televisivo”, con gli episodi prodotti in serie, e tra le sue fila sono state lanciate alcune lottatrici che hanno poi avuto un certo impatto sul panorama del wrestling americano (tra tutte ricordiamo Lisa Moretti, in arte Ivory, la quale diverrà anche campionessa WWE).