Festa, allegria e spunti di riflessione non sono mancati nella prima esibizione live di Lorenzo Jovanotti al Mediolanum Forum di Assago. L’esordio si è aperto ieri sera con un’animazione elaborata dal fumettista Manuel Fior che ritraeva il rapper nei panni di Don Chisciotte intento a muoversi a suon di: “Questa è una festa, una festa da sballo, e io mi sento un po’ Don Chisciotte che combatte con fantasia e romanticismo contro la cupezza di questi tempi”. Idea maturata, a dire del Cherubini, “quando rileggendo Don Chisciotte ho scoperto che aveva 51 anni, la mia età”.

Contest scenografico surreale caratterizzato da luci laser, totem colorati, visual surreali e un ponte girevole con consolle, da cui Lorenzo ha proposto il meglio di sé in un alternanza di brani movimentati e soft, condita dalla performance di “Libiam”, con la quale ha voluto rendere omaggio a Luciano Pavarotti. Da “Ti porto via con me” a “Oh Vita“, da “Penso positivo” sino alla più romantica “Baciami ancora“, per citarne alcune, le quali sintetizzano perfettamente il ricco patrimonio artistico che Jovanotti ha costruito in 30 anni di carriera.

Fiore all’occhiello è senza dubbio la superband composta dagli storici compagni di suono Saturnino, Riccardo Onori e Gareth Brown, oltre alle new entry Gianluca Petrella al trombone, Jordan Mclean alla tromba e Matthew Bauder al sax. “Questa volta ho voluto mettere parecchi brani del nuovo album, otto, fusi in un dialogo con le mie più grandi hit”, come ammesso dallo stesso cantautore.

Jovanotti prende la parola solo in due occasioni, per un ringraziamento a Milano e per una piccola premessa “politica”. A suo dire Darwin era convinto del fatto che “i grandi scatti dell’evoluzione avvengono quando succede qualcosa di sbagliato al momento giusto – afferma Jovanotti. Ma il razzismo è la cosa sbagliata al momento sbagliato”. Parole attestate dalla versione live di “Viva la libertà”.

 

Foto scaricata da Twitter