Il primo personaggio “famoso” a girare in jeans fu proprio lui, Giuseppe Garibaldi, che 156 anni fa durante lo sbarco dei 1000 a Marsala, indossava un paio di “genovesi”, il blue jeans, fatto di una tela particolarmente resistente adatta ai marittimi di Genova. Si attribuisce l’origine infatti, alla frase “bleu de Genes”, cioè Blu di Genova, dalla frase francese. Già nel XVI secolo abbiamo tracce di un fustagno di colore blu, fustagno genovese.

Prezzi accessibili e qualità media, tinto di indaco come veniva imposto in Europa, in particolare tra i mercanti inglesi. Arrivava dalla città di Chieri che lo esportava dal porto antico di Genova. Usata per coprire le merci nel porto, per i sacchi delle vele delle navi.

I pratici e resistenti pantaloni da lavoro, in tela Nimes, indossati da marinai genovesi, una produzione francese che prese il nome da de-Nimes, diventando nel tempo, DENIM. I jeans nascono come indumento da lavoro. La tela di Genova sbarca in America nell’ottocento e viene ancora utilizzata per le divise dei militari. Quei jeans avevano dei fori per inserire le bretelle e un particolare taschino per l’orologio. Dettagli che diventeranno tendenza. 

Jeans e Denim non sono dunque sinonimi.

Due paesi, due pesi, il jeans è più pesante si usa per pantaloni, giubbotti e giacche. Il Denim più leggero per confezionare invece camice o pantaloni leggeri. In cerca d’oro nel 1853 a San Francisco, arriva un certo Levi Strauss, che collaborerà con Jacob Devis (un sarto del Nevada che inserì nei famosi pantaloni i bottoni di metallo). Per tutto il novecento quel marchio sarà il maggiore produttore dei famosi pantaloni a cinque tasche.

Alla fine della seconda guerra mondiale indossare jeans diventa assolutamente una moda. Sono idoli della musica e del cinema come Elvis Presley e James Dean che ne faciliteranno la diffusione. Negli anni ’60 dal calzone corposo e ruvido, passiamo a sexy salopette declinate da quelle dei fattori americani. Nel ’68 saranno i protagonisti di una rivoluzione culturale e non solo fashion.

Il jeans è una bandiera per esprimere un messaggio politico, filosofico, per esprimere un pensiero moderno, in Italia negli anni ’70 il jeans unisce tutti ceti sociali è una creazione Fiorucci. I jeans come divisa dell’anticonformismo. E Levi’s Strauss nel 1971 riceve il premio dell’Industria della moda americana: il COTY AWARD, proprio per il leggendario indumento. I più grandi fotografi hanno immortalato attori attrici, generando scandali e mode: come non ricordare i famosi “hot pant” di Fiorucci con lo slogan “chi mi ama mi segua”.

E come non dimenticare la campagna “scandalosa” di Calvin Klein negli anni ’80 con l’allora quindicenne Brooke Shields che candidamente dichiarava: “non c’è nulla tra me e i miei Calvin”.

Moschino nell’84 trasformerà il pantalone jeans in un iconico abito con jabot”e la cintura come collana”.

Alla fine degli anni 90 moltissimi stilisti riprenderanno il motivo anni 70. Il più provocatore Tom Ford per Gucci, padre dei figli dei fiori Deluxe, jeans laceri arricchiti di perline e ricami e maxi orli di piume. Nasce così una nuova sezione del fashion, il casual sofisticato. Renzo Rosso nel 1985 resterà unico proprietario di Diesel: i fashion addicted non potranno non possedere un jeans diesel.

Negli anni 2000, nel bene nel male, ad affermarsi sono i modelli “skinny” aderenti come leggins (arriveranno poi anche i jeggins un ibrido tra i due). Anche il punto vita nel corso degli anni e della moda subisce infinite variazioni, da quello poggiato sui fianchi, bassissimo, a quello mozzafiato all’ombelico e tutte le svariate vie di mezzo. Negli ultimissimi anni, il blu di Genova torna preponderante in passerella.

Il jeans è sicuramente l’indumento più famoso, popolare e amato nella storia della moda. Declinati in migliaia di versioni differenti, da blu scuro ai più rovinati e leggeri, dagli hot pants a quelli lunghi alla caviglia.

E come ho già scritto sopra molti designer hanno costruito parte della loro fortuna partendo proprio dai jeans. Ma che jeans indosseremo la prossima primavera estate ora che siamo arrivati al 2018??

Vestiremo di jeans dalla testa ai piedi, rigorosamente Denim in total look. La tela workwear è più cool che mai, non è mai passata di moda. Denim oversize mania che si alterna a jeans più sexy e femminili. Denim colorato, dal bianco al verde smeraldo passando dai toni pastello. Jeans scoloriti con la varichina un grande ritorno.

Giubbotti rivisitati e corretti in tagli e asimmetrie. Blazer, Tailleur e Tute. Per i pantaloni modelli slim , over, mom, crioterapia, dritti o flare. Via libera alle combinazioni camicia e giacca in Denim. Smanicati, chemisier dal taglio corto. Senza dimenticare scarpe, borse e cappelli.

In Denim non sarai mai fuori moda, un jeans è per sempre!