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Usa e Cina in lotta per la leadership tecnologica

Gli americani spesso si rassicurano sul relativo declino del proprio paese in questa maniera. Affermano che è vero che il sistema scolastico è in crisi, che è vero che le infrastrutture nazionali sono in uno stato disastroso, ma che gli Stati Uniti manterranno per decenni la leadership mondiale nei settori della difesa, delle università di élite e soprattutto della tecnologia. Dal 2007 la Cina esporta più dell’America, dal 2011 produce di più nel settore manifatturiero, ma secondo l’americano medio in campo tecnologico la californiana Silicon Valley resta imbattibile. Ma è proprio così?

I progressi tecnologici di Usa e Cina

La realtà è che Pechino negli ultimi dieci anni ha fatto passi da gigante in ambito tecnologico e che gli strateghi di Washington se ne stanno accorgendo soltanto adesso. Gli imprenditori cinesi nel settore della tecnologia amano visitare la California, e vi investono ancora molto, ma non hanno più alcun complesso di inferiorità. Per valore di mercato i giganti tecnologici cinesi, Alibaba e Tencent, sono dello stesso livello di Alphabet e Facebook.

E altre società cinesi importanti dovrebbero quotarsi in borsa entro il 2019: Lufax, Didi Chuxing e Ant Financial. Le vendite cinesi di e-commerce sono il doppio di quelle americane e i cinesi mandano via cellulare una quantità di denaro 11 volte superiore rispetto a quella degli americani. Anche il settore del Venture Capital sta avendo un boom in Cina.

La Cina del nuovo millennio 

I visitatori americani ritornano da Pechino e Shenzen scioccati dallo spirito imprenditoriale e dall’etica del lavoro che vi trovano. Essere l’egemone globale in ambito tecnologico è stato importante per gli Stati Uniti. Le società di tecnologia danno lavoro a ben 7 milioni di americani. Altri settori industriali americani ne beneficiano diventando più produttivi grazie alla digitalizzazione. Inoltre molti standards globali sono Made in America. Malgrado la sua impressionante ascesa, il settore tecnologico cinese è ancora indietro rispetto a quello statunitense: posto a 100 il valore dell’industria tecnologica americana, quella cinese sta a 42. Ricordiamoci però che nel 2012, solo 6 anni fa, stava a 15.

I punti deboli di Pechino 

I punti deboli del settore tecnologico di Pechino stanno nei semiconduttori e nei software, aree ancora dominate dai competitori statunitensi.Inoltre le imprese cinesi sono meno internazionali di quelle americane e in molti casi devono ancora costruirsi una solida reputazione all’estero. I punti forti della Cina sono l’e-commerceormai parte della vita quotidiana più in Cina che in Occidente e uno dei settori del futuro, cioè l’intelligenza artificiale. Il numero di articoli di scienziati cinesi sull’intelligenza artificiale è pari all’89% di quelli americani. Alcune società cinesi in questo settore, come per esempio Iflytek potrebbero presto diventare dei leader mondiali. Se nei prossimi anni le cose continueranno ad andare come stanno andando adesso, l’industria tecnologica cinese raggiungerà la parità con quella americana in 10 o 15 anni. Ciò aiuterà la produttività del paese e, come precedentemente negli Stati Uniti, creerà molti nuovi posti di lavoro.

È tempo che i genietti informatici della Silicon Valley comincino a preoccuparsi: dall’altra parte del Pacifico c’è un rivale formidabile e determinato, con alle spalle uno stato autoritario forte che, seguendo in parte il modello giapponese, dà direttive alle industrie private e fa piani nazionali strategici.Dopotutto in gioco c’è la fissazione degli standards globali e l’egemonia sui mercati del resto del mondo.

Giuseppe Citrolo

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Giuseppe Citrolo
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