Attenzione il prossimo 4 marzo: fotografare il voto elettorale in cabina potrebbe costarvi molto caro.

I supremi giudici della Cassazione, con il verdetto 9400 depositato oggi dalla quinta sezione penale, hanno confermato la multa da 15mila euro nei confronti di un fiorentino che nella cabina elettorale aveva fotografato con il cellulare la sua scheda appena compilata.

L’uomo ha contestato davanti ai supremi giudici la condanna inflittagli dalla Corte di Appello di Firenze nel 2017 ammettendo di aver scattato la fotografia ma chiedendo di non essere punito perché prima di entrare in cabina il presidente del seggio non gli aveva rivolto l’invito a non introdurre “il mezzo di riproduzione visiva”.

Per i magistrati questo comportamento dell’elettore è da considerarsi di “particolare gravità” e pertanto lo hanno sanzionato pesantemente dopo aver commutato la pena detentiva in multa per la scelta del rito abbreviato.

Quanto al fatto di non aver ricevuto alcun ammonimento preventivo dal presidente del seggio, la Cassazione sottolinea che sebbene la legge prevede che all’elettore sia rivolto l’invito “a depositare” cellulari e mezzi “in grado di fotografare o registrare immagini”, l’inosservanza di questa prescrizione “è priva di conseguenze penali” per il presidente che dimentica di seguirla.