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“Giuro su Dio, appena esco? fratello, vedi io cosa faccio”. Quella di Karlito Brigande, alias di Vulnet Maquelara, era più di una promessa. Al terrorista dell’Isis è stata confermata in appello la condanna a 8 anni di reclusione per associazione con finalità di terrorismo internazionale, ma a destare scalpore sono i suoi piani sanguinari.

Il primo terrorista dell’Isis arrestato in Italia

In un documento contenente la trascrizione di un’intercettazione ambientale, si legge che lui, una volta scarcerato, voleva fare un attentato in Italia. Il macedone di 43 anni era stato arrestato nel marzo 2016 nel corso di un’operazione anti-Isis. Nella stessa occasione fu emesso ordine di carcerazione anche per un tunisino (mai trovato) e per un altro macedone (arrestato per evasione e possesso di documenti).

Brigande era ricercato dall’autorità giudiziaria macedone per reati contro la persona e il patrimonio (nel suo Paese era stato condannato a 19 anni di carcere), ma nel corso della perquisizione nella casa dove si rifugiava furono trovate alcune lettere scritte a mano in arabo e da alcune fotografie che fecero sospettare una sua adesione al radicalismo islamista.

Da un’intercettazione catturata nel carcere di Sassari emerge in maniera chiara l’intenzione di Brigande di realizzare, una volta scarcerato, un attentato terroristico in Italia. “Giuro su Dio, appena esco? fratello, vedi io cosa faccio”; “A me mi serve una macchina”; “Io ce l’ho un amico, ce l’ha quattro bombe”. Il documento non è stato acquisito