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Non è ancora un lieto fine, ma la notizia del congelamento dei licenziamenti per il 2018 di Embraco di Riva di Chieri è certamente un grosso passo in avanti. Il ministero dello Sviluppo economico ha confermato anche il coinvolgimento del fondo di reindustrializzazione del Cipe e l’attivazione di un fondo per evitare la delocalizzazione.

“Ci aspettiamo che ci sia una soluzione anche dal 1° gennaio 2019”, ha detto Lino La Mendola, della Fiom di Torino. “Il fatto che si prenda tempo per questa soluzione è un’ottima cosa rispetto alla situazione odierna”, ha poi aggiunto Vito Benevento, responsabile Embraco per la Uilm.

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, puntualizza: “Non ci sarà un verbale di accordo perché hanno proposto il congelamento dei licenziamenti, chiedendoci di accettarli al 30 novembre”. 

“Nessun part time e nessun impatto su naspi sono accettabili. Questo è chiaro”, ha commentato su Twitter il ministro Calenda. “In caso di un reindustrializzatore rischiamo di essere assunti con un part-time? E in caso di naspi? Vado a perderci?“.

Marco Bentivogli, segretario generale della Fim, poi spiega: “C’è una pubblicità della Whirlpool che ha come slogan ‘Senti la differenza’. Noi la differenza la vogliamo sentire nella trattativa al Mise e nella pressione su Embraco perché ritiri i licenziamenti e si apra una pagina nuova”.

“È importante che l’azienda mantenga un pezzo di produzione anche perché, come sappiamo bene, i processi di reindustrializzazione richiedono tempo e investimenti. Ci devono essere opportunità di lavoro e non solo ammortizzatori sociali e sussidi”.