Il decreto si articola in dieci punti principali, il primo dei quali e' appunto "l'esenzione per tutti i cittadini residenti ad Amatrice ed Accumoli del ticket per prestazioni ambulatoriali erogate da strutture pubbliche e private accreditate del Lazio, farmaci, latti artificiali per la prima infanzia". Il decreto prevede "l'estensione delle esenzioni anche ai cittadini colpiti dal sisma, residenti in altri Comuni del Lazio, che abbiano riportato lesioni tali da comportare ricovero e successive cure". Inoltre "sono disposte esenzioni alle persone fisiche e alle imprese aventi sede nei Comuni di Accumoli e Amatrice, del pagamento delle tariffe previste per le prestazioni erogate dal Dipartimento di prevenzione della ASL di Rieti". Il decreto dispone poi "l'assistenza sanitaria primaria per i residenti provvisoriamente trasferiti in altri Comuni, con la scelta del medico di medicina generale o pediatra nella localita' di domicilio temporaneo". Vengono poi istituite "2 strutture socio-sanitarie denominate Pass (Posto di Assistenza Socio-Sanitaria)". C'e' anche il "permesso di trasferimento temporaneo per le farmacie rese inagibili dal sisma". Altro punto caratterizzante del decreto l'"esenzione dal pagamento della quota per asili nido, centri di riabilitazione, Residenze sanitarie assistenziali (Rsa)". Infine si dispone "il permesso di ampliamento temporaneo della capacita' ricettiva, nel limite massimo del 30%, delle strutture socio-sanitarie che siano interessate dall'accoglienza di persone colpite dal sisma"

Nicola Zingaretti si fa avanti e a pochi giorni dal successo elettorale che lo ha riconfermato governatore del Lazio annuncia la sua presenza alle primarie del partito per la scelta del nuovo segretario.

Zingaretti rilancia il modello Lazio a livello nazionale. “Abbiamo fatto l’accordo con Liberi e Uguali – spiega – avevamo con noi i sindaci, le liste civiche. È un modello che rilancia lo spirito dell’Ulivo, anche a livello nazionale”.

Sull’intesa con M5s, il governatore del Lazio, in una intervista a ‘Repubblica’ è chiaro: “Restiamo all’opposizione” e soffermandosi sul motivo dei 341mila voti presi in più dal Pd alle politiche ritiene che sia merito di una “buona amministrazione e rilancio dello spirito dell’Ulivo”.

E su Renzi asserisce: “Un’esperienza che non possiamo liquidare” e lo invita a spingere “verso la rigenerazione”.

Zingaretti in campo per la ‘Rinascita’

“La parola rifondazione è un altro deja vu. La mia parola è rigenerazione – dice Zingaretti – non solo del Pd, ma di tutta la sinistra. E senza accordi calati dall’alto, ma aprendo un grande confronto, vero e forte”. Poi insiste:

“Dobbiamo stare all’opposizione. Non siamo stati noi a deciderlo, ma gli elettori. Chi ha vinto – continua – provi a governare. Mi pare che i 5 stelle, in quella che io chiamo la loro istituzionalizzazione, abbiano capito che il vaffa non è un buon metodo di governo: hanno cavalcato la rabbia, vedremo se sanno anche governarla. La destra pensa invece che la rabbia abbia bisogno di un colpevole da punire: il nero, l’immigrato, il diverso. Noi dobbiamo stare all’opposizione per elaborare una proposta rigenerante che torni ad offrire un orizzonte alla rabbia, la trasformi in progetto politico, in una nuova speranza”.