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Il segretario del Pd insiste con la sua “inedita” linea anti-alleanze chiudendo le porte a centrodestra e M5S: “Il Pd non appoggerà nessun governo M5s Lega. Abbiamo detto che non avremmo mai fatto un esecutivo con gli estremisti e per noi loro sono estremisti”. 

“Il mio ciclo alla guida del Pd si è chiuso, non ho rimpianti, non ho rancori. Le mie dimissioni non sono un fake”, spiega Renzi in un’intervista a Il Corriere della Sera. “Ho seguito le indicazioni dello Statuto e dunque sul nuovo segretario deciderà l’assemblea. Rispetteremo la volontà di quel consesso. Sui nomi non mi esprimo; anche perché sono tutte persone con cui ho lavorato per anni”.

Renzi dice no al M5S

Renzi poi aggiunge: “Io non parlo male di loro; li rispetto, li difendo. E se qualcuno ha cambiato idea su di me, è libero di farlo. Vedo in giro qualche fenomeno spiegare che abbiamo sbagliato tutto; però non riescono a dirci perché, nelle regioni che governano loro, il Pd è andato peggio della media”.

“Non esiste governo guidato dai 5 Stelle che possa ottenere il via libera del Pd. Non è un problema di odio che i grillini hanno seminato – continua l’ex premier – E non è solo un problema di matematica, visto che i numeri non ci sono o sarebbero risicatissimi. I grillini sono un’esperienza politica radicalmente diversa da noi”.

Il Pd sarà all’opposizione

“Lo sono sui valori, sulla democrazia interna, sui vaccini, sull’Europa, sul concetto di lavoro e assistenzialismo, di giustizia e giustizialismo. Abbiamo detto che non avremmo mai fatto il governo con gli estremisti, e per noi sono estremisti sia i 5 Stelle che la Lega. L’unico modo che hanno per fare un governo è mettersi insieme, se vogliono”.

Di Maio e Salvini “hanno il diritto e forse il dovere di provarci. I sovranisti hanno lo stesso programma su vaccini, Europa, immigrazione, burocrazia, tasse. Facciano il loro governo, se ci riescono. Altrimenti dichiarino il loro fallimento. Noi non faremo da stampella a nessuno e staremo dove ci hanno messo i cittadini: all’opposizione”.

Elezioni?”Stavolta la linea era confusa, né carne né pesce: così prudenti e moderati da sembrare timidi e rinunciatari. Dopo un dibattito interno logorante, alcuni nostri candidati non hanno neanche proposto il voto sul simbolo del Pd, ma solo sulla loro persona”.

Intanto dal leader di FI Silvio Berlusconi arrivano nuovi inviti al Pd: “Il centrodestra ha il diritto e il dovere di guidare il prossimo governo e nessuno, fra chi ha ottenuto un consenso importante alle elezioni, può pensare di non farsi carico del governo. Anche il Pddeve farsi carico di questa responsabilità, sostenendo la coalizione”.