Si è raccontato nel suo blog e adesso il suo caso è nazionale. Stefano Saldarelli, grafico 48enne di Prato, ha voluto parlare pubblicamente del cancro che pochi mesi fa lo ha costretto a 12 sedute di chemio: un “carcinoma duttale infiltrante alla mammella”, di quelli che normalmente attaccano le donne e non gli uomini. Ed è proprio per questo che ha voluto rendere pubblica la sua storia.

Il racconto di Stefano, malato di cancro al seno

“In questi giorni pensavo a ciò che mi è capitato – ha scritto sul suo blog stefanosaldarelli.com – e a quello che ho scritto in merito al cancro al seno, all’intervento a cui sono stato sottoposto, alla chemio, a tutto quello che è accaduto nell’arco di pochi mesi. Pensavo a ciò che si è innescato in me ma anche a quello che di riflesso è avvenuto nelle persone che hanno condiviso con me questa esperienza. E’ stato, ed è tutt’ora, un evento che ha avuto la forza di generare “cose”. Il male è brutto, certo, ma è anche un’esperienza importante che se metabolizzata e condivisa può essere motivo di accrescimento umano e culturale. Quindi, perché non condividerla?”.

Stefano vorrebbe che, grazie alla sua storia, si faccia informazione su questa malattia comunemente accomunata al genere femminile ma che, in realtà, colpisce anche gli uomini. Da questa forte volontà è scaturito il lancio di una campagna di sensibilizzazione orientata alla prevenzione. Le foto, scattate dal fotografo Francesco Bolognini, esprimono tutta l’unicità di questa malattia che lascia cicatrici indelebili anche dal corpo di un uomo. 

Cancro al seno, nel 2014 morti 129 uomini

 

 

“La mia riflessione – continua nel suo blog – non vuole distogliere l’attenzione sul problema del cancro al seno femminile o delle malattie neoplastiche più in generale ma ritengo si debba parlare di più del cancro al seno e del fatto che è una malattia che può manifestarsi anche nell’uomo; tutto qui. Non mi pare trascurabile il fatto che 129 uomini siano morti nel 2014 di cancro al seno. Perchè? Conoscevano questo problema? Lo hanno saputo troppo tardi? Credo nel siano tutte domande legittime e comunque resta il fatto che, come me, tanti altri uomini non sono a conoscenza di questo fatto”.