La Dia di Reggio Calabria ha confiscato beni a Roberto Morgante per un valore di circa 7 milioni di euro. L’operazione è avvenuta ai danni del 49enne imprenditore nel settore edilizio e nel commercio di impianti idrosanitari, già arrestato nel 2014 e poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Beni da 7 milioni di euro sequestrati alla Ndrangheta

Sono quattro le società del settore edilizio e del commercio di impianti idro-termo-sanitari coinvolte nell’operazione di sequestro. Sono stati confiscati 26 immobili, un’auto, conti correnti personali e aziendali, polizze e dossier titoli per un valore di circa 7 milioni di euro. Tutto nella zona compresa tra Reggio Calabria e Villa San Giovanni.

I beni confiscati riconducono all’imprenditore Roberto Morgante, arrestato nel 2014, insieme ad altre 39 persone, nell’ambito dell’operazione “Tibet”. Il quarantanovenne già nel 2015 era stato condannato a 6 anni e 10 mesi di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza era stata confermata l’anno successivo dalla Corte di Appello di Milano.