È stato accolto l’esposto presentato dal Codacons in relazione allo scandalo Datagate: la Procura di Roma apre oggi un fascicolo sul “caso Facebook“. Al momento non ci sarebbero indagati o ipotesi di reato ma il timore sul coinvolgimento di italiani nei profili violati da Cambridge Analytica è sicuramente concreto. Sarà il procuratore aggiunto Angelo Antonio Raganelli a guidare l’indagine.

Il Codacons aveva presentato esposti in 104 procure di tutta Italia, chiedendo di verificare possibili fattispecie previste dall’Art. 167 (Trattamento illecito di dati) e dall’Art. 169 (Misure di sicurezza) del Codice della Privacy. L’associazione dei consumatori monta uno scandalo che cresce di ora in ora, puntando il dito contro Zuckerberg. “Secondo le norme italiane, Mark Zuckerberg o i dirigenti di Facebook rischierebbero fino a 5 anni di reclusione”, accusa il Codacons.

Mueller ipotizza ménage à trois tra Putin, Nix e Trump

Intanto, oltreoceano, Cambridge Analytica e lo scandalo Facebook precipitano nel baratro-Russiagate. Il procuratore speciale Robert Mueller intedere capire se esiste un legame a tre tra Mosca, la società di Alexander Nix e Trump. Possibile che Putin e Nix, cavalcando Cambridge Analytica, abbiano concorso per favorire Trump alle presidenziali USA? Si tratta del quesito più inflazionato del momento, a Washington. Secondo la ABC, alcuni esperti digitali che hanno curato la campagna del Tycoon avrebbero già avuto degli incontri con il team di Mueller. Il Miami Herald, invece, riporta che Trump avrebbe pagato Cambridge Analytica con 6 milioni di dollari nel corso del 2016. Oggi, peraltro, un’altra defezione ha colpito i fedelissimi di Trump: John Dowd, l’avvocato che guidava i negoziati con Mueller per organizzare la testimonianza del presidente, si è dimmeso.

Tutti contro Zuckerberg, ma il Ceo dichiara: “Sono pronto a testimoniare”

Il numero uno di Facebook, intanto, è sotto gli occhi di tutti. Specialmente ora che ha infranto il muro di silenzio in cui, da giorni, era trincerato. Questa difesa potrebbe risulatare più efficace. La Commissione Energia e Commercio della Camera dei Rappresentanti USA vuole il re di Facebook sul banco dei testimoni: deve rispondere dei 50milioni di profili Social violati da Cambridge Analytica. “Invieremo a Zuckerberg una lettera formale, nei prossimi giorni”, si può leggere in una nota scritta dalla Commissione. Ieri, durante un’intervista alla CNN, il ceo di Facebook si era dichiarato disponibilissimo a testimoniare.