Pittura fiamminga palermo
Una delle opere esposte

Van Dick, Stomer, Gossaert, de Coter, Houbracken, de Wobreck, Provoost. Saranno in mostra a Palermo dal 27 marzo al 28 maggio, presso le rinnovate Sale di Montalto di Palazzo Reale, le opere dei più grandi maestri fiamminghi, prodotte tra il Quattrocento e il Seicento.

La mostra, che prende il nome di “Sicilië, pittura fiamminga”, è stata presentata alla stampa da Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II e dai curatori, Vincenzo Abbate, Gaetano Bongiovanni e Maddalena De Luca. L’evento è organizzato dalla Fondazione Federico II e dall’assessorato regionale ai Beni Culturali con l’Alto Patrocinio dell’Ambasciata Belga in Italia.

“Una Sicilia che dal 400 al 600 ha saputo dialogare fortemente col nord Europa, capace di attrarre i maestri fiamminghi. Una Sicilia capace di essere al centro dell’economia, non solo del Mediterraneo ma anche del nord Europa. Una mostra inedita che non si era mai vista in Sicilia” ha detto Patrizia Monterosso. “Concentrare il meglio della pittura fiamminga è stato un gran lavoro, parliamo di opere antichissime”.

Il lavoro certosino degli organizzatori e dei curatori ha permesso di mettere insieme un totale di cinquantadue opere, tra queste undici della collezione privata di Gaia Palma Chiaramonte Bordonaro.

Il percorso si sviluppa attraverso due nuclei tematici, strettamente legati fra loro: da un lato le opere presenti in Sicilia riconducibili al collezionismo e alla committenza artistica; dall’altro gli artisti di origine fiamminga e olandese, pienamente attivi e inseriti nel tessuto storico-sociale a partire dagli anni centrali del Cinquecento.

Della collezione Chiaramonte Bordonaro sarà esposta la Madonna con Bambino di Anton van Dyck, l’allievo di Rubens, che in quest’opera consolida la sua emancipazione dal maestro. “Ho una collezione privata in casa mia, fatta da privitivi italiani e fiamminghi. – racconta Gaia Palma, proprietaria di Villa Chiaramente Bordonaro ai Colli – Ho questa collezione dal 1947, mio nonno l’ha ereditata dal mio bisnonno e non è mai uscita da casa. Sono opere che ho difeso e custodito come si fa con i propri figli, l’arte va condivisa con chi la ama”.