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Vincevano gli appalti, incassavano i soldi senza mai eseguire i lavori e poi riciclavano i proventi in aziende toscane e campane. È questo il business criminale scoperto dalla Guardia di Finanza di Lucca che ha arrestato 5 persone ritenute organiche a un’organizzazione contigua al clan dei Casalesi.

Appalti e riciclaggio, il business dei Casalesi

Contestualmente agli arresti, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno effettuato una cinquantina di perquisizioni e sequestri di beni tra la Toscana e la Campania nei confronti di imprenditori contigui a clan camorristici, aziende, prestanomi e anche un funzionario pubblico. L’inchiesta toscana, coordinata dalla procura nazionale Antimafia e Antiterrorismo, è strettamente collegata ad un’indagine della Dda di Napoli. 

Appalti, le accuse agli indagati 

C’è anche un dirigente della Asl 3 di Napoli Sud, oltre a 4 imprenditori edili di Lucca e Caserta tra le persone coinvolte nell’inchiesta. Per la Gdf, grazie ad “accordi di cartello” il sodalizio, basato in provincia di Lucca, si sarebbe aggiudicato oltre 50 commesse della Asl 3 di Napoli sud, per lavori di somma urgenza e “cottimi fiduciari”.

Lavori che, “pur risultando falsamente attestati come avvenuti, di fatto in gran parte non venivano eseguiti”. “A tale scopo – si spiega – il sodalizio stabiliva consolidati rapporti corruttivi” col funzionario della Asl, il quale non solo aggiudicava l’appalto in violazione delle norme di trasparenza, correttezza e imparzialità, ma consentiva al gruppo “di conseguirne il pagamento pur in assenza di qualsivoglia esecuzione dei lavori”. In questo modo lo stesso sodalizio negli ultimi anni sarebbe riuscito “a incamerare illecitamente e a costo zero appalti per oltre 6 milioni di euro che venivano riciclati nello svolgimento delle attivitò immobiliari” dello stesso gruppo.

Il dominio della fazione Zagaria

Potevano considerarsi ‘a disposizione del clan‘” dei Casalesi ‘fazione Michele Zagaria‘ i tre imprenditori edili coinvolti nell’inchiesta. Avrebbero anche consentito al clan, “tramite un imprenditore campano considerato ‘a libro paga’ della famiglia Zagaria, di aggiudicarsi diversi appalti della Asl 3 di Torre Annunziata (Napoli)”. A spiegarlo, in una nota, la guardia di finanza di Lucca.

Le fiamme gialle, rilevano come la stessa cosca sia “notoriamente radicata nel Casertano (Casapesenna, San Cipriano D’Aversa, Trentola Ducenta, San Marcellino) e con ramificazioni in Toscana, nel Lazio e in Emilia Romagna, da sempre caratterizzata per il suo particolare attivismo nel mondo imprenditoriale e nel settore degli appalti pubblici”.

Le indagini, si spiega ancora, sono state condotte sotto “l’egida” della procura nazionale antimafia e in stretto collegamento investigativo con la Dda di Napoli e la procura di Napoli Nord che, “nell’ambito di un distinto contesto di indagini, sta oggi procedendo, con la guardia di finanza di Aversa, all’esecuzione di 34 misure cautelari personali”.