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Un uomo di origine egiziana è stato arrestato nel corso di un’operazione antiterrorismo congiunta di Digos e Guardia di Finanza e coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia a Foggia. A finire in carcere perché accusato di far parte dell’Isis è stato l’egiziano, con cittadinanza italiana, di 58 anni, sposato con un donna italiana.

L’egiziano è presidente dell’associazione culturale ‘Al Dawa’

L’arrestato è presidente dell’Associazione culturale ‘Al Dawa’, la cui sede è stata perquisita. Teneva lezioni di religione ai bambini del centro culturale islamico della città. Sarebbe stato incastrato da alcune pubblicazioni internet e da riscontri investigativi. In totale sono state tre le perquisizioni, personali e domiciliari, eseguite all’alba dalla polizia. Il Gigo della Gdf ha proceduto al sequestro preventivo urgente della sede dell’associazione e dei conti correnti del cittadino egiziano.

Abdel Rahman indottrinava i bambini sul martirio durante le lezioni di religione che teneva due volte a settimana. L’uomo è accusato di aver insegnato a una decina di bambini, ora segnalati al Tribunale per i Minorenni, il concetto di guerra santa, spiegando loro che l’unico modo per ottenere il Paradiso era la morte in battaglia. Per alcuni mesi quelle lezioni sono state intercettate.

“Vi invito a combattere i miscredenti, con le vostre spade tagliate le loro teste, con le vostre cinture esplosive fate saltare in aria le loro teste. Occorre rompere i crani dei miscredenti e bere il loro sangue per ottenere la vittoria”, diceva l’indagato ai bambini. Agli atti della magistratura barese ci sono video e documenti, condivisi dal 59enne in rete tramite Facebook, Whatsapp e Twitter, che inneggiano alla jihad, con istruzioni su come costruire armi, nei quali si parla “dell’obbligo di distruggere le chiese e trasformarle in moschee, individuando – spiegano gli inquirenti – l’Italia come obiettivo dell’attività terroristica”.

“L’arresto di oggi – sottolineano le fiamme gialle – è frutto anche del protocollo d’intesa, stipulato nell’ottobre 2017 tra la guardia di finanza e la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, che ha innovato il sistema di prevenzione antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo, attraverso un nuovo flusso di comunicazioni tendente a far convergere nei procedimenti penali, le operazioni finanziarie collegate a soggetti sospettati di legami con il terrorismo internazionale”.