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Esercizio provvisorio fino al prossimo 30 aprile. Alla fine, il presidente della Regione Nello Musumeci ha dovuto cedere e, preso atto della richiesta avanzata dal Pd in conferenza dei capigruppo, ha riunito a Palazzo dei Normanni, la giunta per dare il via libera alla proroga di un mese dell’esercizio provvisorio, che scadeva il 31 marzo.

“Prendiamo atto della richiesta del Parlamento – dice Musumeci – ci rendiamo conto che nella legge di stabilità ci sono 3-4 norme sulle quali occorre tempo per affrontarle, sono convinto che la manovra, se c’è la volontà, può essere approvata anche a metà aprile in modo così da lavorare poi alle riforme”.

Il ddl di proroga sarà trasmesso all’Ars per l’esame in commissione Bilancio e poi in aula.

Ancora una volta, dunque, in Sicilia si avrà una Finanziaria ‘ritardata’ con tutte le ripercussioni che ciò comporta per i lavoratori e i siciliani che sono sempre in attesa di risposte da parte della politica.

I punti cardine della Finanziaria

Di fondamentale importanza, e che ha fatto propendere per la proroga dell’esercizio provvisorio, è l’articolo dedicato agli accorpamenti di alcuni Enti, con la fusione in Irfis degli enti Ircac e Crias che ‘partorirebbe’ un mega-ente del credito per le imprese, le cooperative e gli artigiani siciliani.

Poi tra i 35 articoli della Finanziaria spiccano i quasi 34 milioni di euro che sono stati aggiunti dal governo Musumeci per incrementare i contributi assegnati agli enti nel bilancio del 2018. La cifra totale destinata all’Allegato 1 (dove sono finiti anche i finanziamenti di alcuni enti dell’ex Tabella H) passa da 338.716.440 euro a 372.640.644. E c’è da scommettere che durante la discussione in Aula, come sempre avviene, questi contributi subiranno modifiche.

Un mese di tempo ancora, dunque, da dopo Pasqua si fa sul serio…almeno così sperano i siciliani.