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I  carabinieri di Brindisi hanno tratto in arresto, con l’accusa di associazione di tipo mafioso, Antonia Caliandro, 61 enne moglie del boss della S.C.U. (Sacra Corona Unita) Salvatore Buccarella.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Lecce. La donna, originariamente condannata a 7 anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ha già scontato in carcere un anno, 3 mesi e 28 giorni.

Le accuse alla moglie del boss mafioso

La condanna riguarda tutta una serie di attività criminose commesse nel 2010 a Tuturano, San Pietro Vernotico, Cellino San Marco e altre località della Provincia di Brindisi. Le d’indagini condotte dai carabinieri hanno interessato l’arco temporale che va dalla fine del 2009 al giugno del 2010. 

Oltre alla Caliandro furono arrestati 15  soggetti. Tra i reati contestati le estorsioni alle aziende che si occupavano di fotovoltaico, in quegli anni ritenuto un investimento altamente remunerativo su cui si erano catalizzati cospicui investimenti nella provincia di Brindisi.

Le estorsioni nel fotovoltaico

Le richieste della consorteria mafiosa alle aziende, erano sia di denaro che l’imposizione degli operai e della vigilanza nelle aree dove erano stati allestiti gli impianti di fotovoltaico. Nell’ambito dell’organizzazione un ruolo importante sarebbe stato quello ricoperto dalla Caliandro. L’arrestata, già sottoposta alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, dopo le formalità di rito è stata associata nel carcere di Lecce.