Oggi è Yom al-Ard, il giorno della terra, in Palestina, ma le celebrazioni – fortemente volute da Hamas – sono macchiate di sangue. 17 i morti e oltre 1000 i feriti. Questo è il bilancio, ancora tragicamete provvisorio, della strage. A riferirlo le agenzie palestinesi WafaMaan. Le manifestazioni sono diventate una guerriglia, lungo il confine tra Israele e Gaza, dove si lancerebbero molotov e pietre.

Avigdor Lieberman, il ministro della Difesa di Israele, affida a Twitter il suo monito agli abitanti e minaccia, in arabo: “Ogni palestinese che da Gaza si avvicina alla barriera di sicurezza con Israele metterà la propria vita a rischio”.

A Gaza, la memoria di Yom al-Ard diventa guerriglia

La memoria di oggi, in Palestina, è consacrata ai caduti del 30 marzo 1976, quando l’esercito di Israele represse nel sangue le proteste contro le espropriazioni, in tre diversi villagi. Sono passati più di 40 anni, ma il sangue continua a scorrere nella stessa terra, martoriata dai conflitti. In migliaia, i palestinesi stanno prendendo parte alle manifestazioni di oggi, lungo la barriera di separazione tra Gaza e Israele. “Fanno rotolare pneumatici incendiati e lanciano pietre verso la barriera di sicurezza”, minaccia Tel Aviv che ha schierato – sul confine – più di 100 cecchini. Adalah, il gruppo arabo-israeliano per i diritti umani, avverte: “Sparare contro i manifestanti di Gaza è illegale”. Ma l’esercito di Israele aveva avvertito: i soldati avrebbero sparato, senza esitazione, a chiunque volesse varcare la linea di separazione.

Le vittime: Ahamd Odeh, il più giovane, aveva 16 anni

Omar Samour è morto. E la sua morte ha violato il diritto internazionale. Era un agricoltore di 27 anni. Ѐ stato ucciso da un colpo di artigliera israeliana, a Khan Younes, a sud di Gaza. “Due sospetti si sono avvicinati alla barriera di sicurezza nel sud della Striscia di Gaza e hanno cominciato a comportarsi in maniera strana”, ha affermato un portavoce dell’esercito. E “questa maniera strana di comportarsi” gli è costata la morte. I carri armati hanno sparato contro di loro, prime vittime di un giorno di sangue che ha ucciso anche un 16enne, reo di trovarsi vicino al confine. Si chiamava Ahmad Ibrahim Odeh ed era il più giovane.