Come spesso gli capita, Cal Crutchlow trae il meglio dalle condizioni umide della pista, e vola a prendersi il primo successo stagionale nel GP di Argentina. Il britannico, che aveva aperto il weekend con le sue dichiarazioni polemiche sul doping in Moto GP, si è messo alle spalle, in un inedito e inaspettato podio, Zarco e Rins. Tante le polemiche per una gara caratterizzata sin dall’inizio da contatti al limite del consentito, in particolare quello tra Marquez e Rossi a pochi giri dal termine, con conseguenze particolarmente negative per la prova del numero 46, che vale 30 secondi di penalità allo spagnolo.

Partenza particolare

La gara, partita in ritardo a causa delle condizioni meteo che avevano colpito il circuito Termas de Rio Hondo, ha visto una griglia di partenza tutta particolare, con Jack Miller, autore della pole position ieri, a scattare da una prima fila in solitaria, con tre file di vantaggio rispetto agli altri, che si erano recati ai box per il cambio delle gomme. Tanta rabbia per l’australiano, intenzionato a scommettere sulle gomme slick e penalizzato da questa situazione. 

Subito out Pedrosa

Al via, si spegne la moto di Marc Marquez, che, con una manovra repentina, riesce ad evitare la partenza dei box, finendo però nel mirino dei commissari. Al momento del semaforo verde, il vantaggio del numero 43 è stato rapidamente mangiato da Marquez, subito incollato alla sua ruota, mentre Dani Pedrosa, dopo un contatto con Johan Zarco, è stato subito sbalzato via dalla sua Honda, scivolata verso l’esterno su una chiazza di bagnato, chiudendo dopo un solo giro con grande disappunto. 

Ride through per Marquez

Il campione del mondo passa rapidamente in testa, mettendosi alle spalle Miller e il sorprendente Rins, mentre Dovizioso, Rossi e Iannone navigano più staccati, intorno all’ottava posizione, dietro ad altri protagonisti inattesi come Cal Crutchlow e Rabat. La decisione dei commissari, dopo qualche giro di attesa, è quella di comminare un ride through a Marquez, che in quest’ottica aveva preso un certo vantaggio sulla concorrenza. Il poleman australiano, così, si riporta in testa, mentre il numero 93 deve ripartire dalla diciannovesima posizione, rischiando subito grosso in un contatto con Aleix Espargaro, per il quale è costretto a cedere la piazza appena guadagnata. 

Bagarre in testa

Dovizioso, col passare dei giri, non riesce a recuperare sulle prime quattro posizioni, e viene invece ripreso da Maverick Viñales, che anzi gli sottrae la sua quinta posizione, seguito a ruota dal compagno di squadra Rossi. Intanto, l’inedito terzetto di testa composto da Miller, Rins e Zarco dà vita a un duello all’ultima staccata. Lo spagnolo va lungo subito dopo aver guadagnato la testa della corsa, e si accoda al gruppetto, imitato poco dopo da Miller, con Crutchlow che, a fari spenti, prende la testa. Nel frattempo, però, Marquez risale inesorabilmente, portandosi rapidamente in zona punti e scavalcando anche Dovi al settimo posto.  

Marquez butta giù Rossi

Nel quartultimo giro, il campione del mondo in carica si rende protagonista di un’altra manovra discutibile: nel tentativo di sorpassare Rossi, infatti, entra in maniera particolarmente aggressiva, facendo cadere il Dottore (che rientra in 19a posizione) e finendo nuovamente nel mirino della direzione di gara, che lo penalizzerà di trenta secondi rispetto al quinto posto del traguardo. Intanto, Zarco e Crutchlow danno vita a sorpasso e controsorpasso, ed è il britannico a prevalere, nonostante un errore all’ultimo giro.