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Almeno cento morti, centinaia di feriti molti dei quali in condizioni gravissime. È questo il nuovo, tremendo, bollettino di guerra che giunge da Duma, roccaforte siriana dei ribelli, a causa di un sospetto attacco chimico. La città si trova alle porte di Damasco, nel Ghuta orientale.

Lo riportano al Jazeera e la BBC, in base alle testimonianze degli attivisti. I media governativi siriani, però, negano l’uso di armi chimiche. I White Helmets, gruppo di soccorritori che operano in aree controllate dall’opposizione in Siria, hanno addirittura stimato in 150 le vittime in un tweet, poi cancellato 

Attacco chimico su Duma, un bilancio da incubo

Sempre secondo i White Helmets, la maggior parte delle vittime sono donne e bambini. Al Jazeera riferisce che secondo Moayed al-Dayrani, un residente di Duma e medico volontario, il bilancio delle vittime dovrebbe aumentare: “Al momento stiamo affrontando più di 1.000 casi di persone che hanno difficoltà a respirare dopo che una bomba al cloro è stata sganciata sulla città e il numero di morti probabilmente aumenterà ancora”.

Le forze filogovernative e i loro alleati venerdì hanno lanciato una massiccia offensiva di terra su Duma. Fonti del governo di Damasco hanno liquidato la notizia di attacco con armi chimiche come un tentativo dei ribelli del gruppo Jaish al-Islam di fermare l’avanzata dell’esercito

Attacco a Duma, la reazione degli Usa

Gli Stati Uniti chiedono una “risposta immediata della comunità internazionale“. “La Russia, con il suo irremovibile supporto per il regime, porta alla fine la responsabilità di questi brutali attacchi, che colpiscono numerosi civili, e il soffocamento delle comunità più vulnerabili con armi chimiche”, afferma il Dipartimento di Stato.

“La protezione da parte della Russia del regime di Assad e il fallimento nel mettere fine all’uso di armi chimiche in Siria mette in discussione il suo impegno nel risolvere la crisi nel suo complesso e ad allargare le priorità della non proliferazione”, sottolinea il Dipartimento di Stato Usa, che sollecita Mosca a “cessare immediatamente il suo sostegno a Damasco e a lavorare con la comunità internazionale per prevenire ulteriori, barbarici attacchi con armi chimiche”. “Il regime di Assad e i suoi sostenitori devono essere chiamati a rispondere delle loro responsabilità e ogni ulteriore attacco deve essere prevenuto”.

Foto da Twitter.