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Un napoletano contro i napoletani. Verrebbe quasi da ridere, specie se il soggetto in questione è Lorenzo Insigne, uno che per la sua città ha dato tutto in termini di lavoro, grinta, applicazione, leadership in campo e nello spogliatoio.

Eppure ieri, nel bel mezzo d’un match buio in casa contro il Chievo, con i clivensi ad un passo dalla vittoria, Insigne e Napoli entrano in rotta di collisione: il dito di Lorenzo contro il suo naso, in segno di “shut up” come direbbero gli inglesi, verso il proprio pubblico partenopeo che lo contestava.

Dopo il match di ieri, risolto all’ultimo istante da Diawara che regala 3 punti d’oro agli uomini di Sarri, Lorenzo non festeggia con la sua gente, come fanno Mertens e Callejon: preferisce andare via, in fretta, percorrendo il tunnel che porta agli spogliatoi.

San Paolo è ammutolito da Lorenzo o dal Chievo?

Manca davvero poco al fischio finale: i tifosi, con le mani tra i capelli, non posso che sperare in un miracolo di San Gennaro.

E le parabole più belle, quelle che di una storia ti insegnano la morale, sono simili sia alla parabola disegnata da Insigne per il pareggio di testa di Milik, sia alla parabola del cross raccolto (e insaccato a giro) da Diawara per la vittoria finale napoletana. Ma, anche per il goal del definitivo vantaggio azzurro, c’è la spizzata di testa, quanto mai decisiva, di Arkadiusz Milik, che permette al compagno di ricevere palla.

A Maurizio Sarri un messaggio quasi esoterico: segnano due giocatori da turn over, quel turn over che gli addetti ai lavori gli rimproverano di non applicare mai. E, per assurdo, questi (Milik più di Diawara) si conquistano “il pubblico di Insigne”, d’un Lorenzo che adesso dovrà inevitabilmente ricucire il rapporto con la sua gente.