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Svolta nello scandalo ‘rimborsopoli‘ che ha coinvolto alcuni consiglieri regionali del Piemonte. Sono 23 le condanne chieste dal procuratore generale Giancarlo Avenati Bassi nel processo d’appello in corso a Torino. Proposte che confermano quelle avanzate al processo di primo grado, con sole due eccezioni.

A 2 anni e 4 mesi di reclusione è la richiesta avanzata per l’ex governatore Roberto Cota e i neo parlamentari leghisti Paolo Tiramani e Riccardo Montaruli. Invece per Augusta Montaruli, neo parlamentare di Fratelli d’Italia, sono stati chiesti 2 anni e 10 mesi, rispetto ai 4 mesi inflitti in primo grado.

Piemonte, l’ipotesi delle ‘spese pazze’

“Cosa c’entrano le ‘mutande verdi’ o i caffè agli autogrill? È plausibile che tutto sia finito a rimborso per errore o che la segretaria abbia inserito nell’elenco spese personali per fare in modo che i soldi finissero a Cota?”, ha detto il procuratore generale Giancarlo Avenati Bassi nel corso della sua requitoria al processo d’appello a Torino. “La verità è che avevano fame di scontrini – ha aggiunto Bassi -. Di quei soldi aveva bisogno il partito per tenere aperte le sezioni, o pagare i gazebo, o magari organizzare la cerimonia dell’ampolla al Pian del Re”. Affermazioni che confermano l’ipotesi avanzata dal procuratore generale: gli scontrini per le ‘spese pazze‘ venivano utilizzati come rimborso per finanziare la Lega.

Piemonte, due patteggiamenti

Due ex consiglieri regionali del Piemonte hanno deciso di rinunciare ai motivi d’Appello in cambio di una riduzione della pena. Per Angiolino Mastrullo è stato concordata la reclusione di un 1 anno e 6 mesi, mentre Rosa Anna Costa sconterà un 1 anno e 9 mesi.

In primo grado si erano avute 10 condanne e 15 assoluzioni.